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Sicurezza sul lavoro: il CNI spiega le modifiche al Testo Unico

Tra le novità: abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni e aumento delle sanzioni per inadeguata formazione

Abolito l’obbligo di tenuta del registro infortuni da parte delle imprese, raddoppiato e triplicato l’importo delle sanzioni per mancata o inadeguata formazione del lavoratore, del dirigente o del preposto in materia di salute e sicurezza e previsto l’aggiornamento dei corsi per coordinatore della sicurezza in modalità e-learning.

Queste alcune novità introdotte dal Dl 151/2015 al Dlgs 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) e spiegate dal Consiglio Nazionale Ingegneri in una circolare-guida per gli Ingegneri.

Sicurezza: abolizione dell’obbligo del registro
Nel documento guida gli Ingegneri elencano tutte le modifiche introdotte dal Dl 151/2015, (disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese) entrato in vigore il 24 settembre 2015.

Tra le novità l’abolizione, a decorrere dal 23 dicembre 2015, dell’obbligo di tenuta del registro infortuni. Pertanto da tale data le imprese non sono più tenute a compilare e conservare tale registro.

Sicurezza: aumento delle sanzioni
Cambia anche l’impianto sanzionatorio del D. Lgs. 81/2008, che si arricchisce di nuove previsioni; più precisamente, vengono individuate una serie di disposizioni la cui violazione determina il raddoppio dell’importo della sanzione, qualora la violazione si riferisca a più di cinque lavoratori od una triplicazione dell’importo, qualora la violazione si riferisca a più di dieci lavoratori.

Le violazioni che verranno punite con un aumento dell’importo sono:
– mancato invio dei lavoratori alla visita medica periodica e mancata richiesta al medico competente dell’osservanza degli obblighi previsti a suo carico ( ammenda da 2.000 a 4.000 euro);
– mancata o inadeguata formazione del lavoratore in materia di salute e sicurezza (ammenda da 1.200 a 5.200 euro);
– mancata o inadeguata formazione dei dirigenti e dei preposti in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ammenda da 1.200 a 5.200 euro);
– mancata o inadeguata formazione dei lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e di gestione dell’emergenza (ammenda da 1.200 a 5.200 euro);
– mancata od insufficiente formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (ammenda da 1.200 a 5.200 euro).

Sicurezza nei cantieri temporanei o mobili
In riferimento ai cantieri temporanei e mobili, introdotto il comma che prevede che il titolo IV Capo 1 non si applica ai lavori relativi a impianti elettrici, reti informatiche, gas, acqua, condizionamento e riscaldamento che non comportino lavori edili o di ingegneria civile riportati nell’allegato X.

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Cadute dall’alto, il Ministero del Lavoro sui sistemi di protezione

Se sono mobili rientrano tra i Dpi, in caso contrario devono essere considerati prodotti da costruzione.

I dispositivi per la protezione durante i lavori in quota possono rientrare tra i Dpi o tra i materiali da costruzione.

Il chiarimento è arrivato con la circolare 3/2015 adottata dal Ministero del Lavoro in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e trasporti.

In seguito alle numerose richieste di chiarimenti avanzate dagli operatori del settore delle costruzioni, il Ministero ha spiegato che ci sono due tipi di dispositivi di ancoraggio.

I primi seguono il lavoratore e non sono installati in modo permanente, ma sono amovibili e trasportabili. Si tratta dei cosiddetti Dispositivi di protezione individuale (DPI), che devono presentare una serie di caratteristiche, come essere portati in loco e messi in opera dal lavoratore, per poi essere rimossi dal lavoratore stesso. Questo tipo di dispositivi deve essere conforme al D.lgs. 475/1992 e avere la marcatura CE.

I secondi, al contrario, sono fissi e al termine dei lavori restano nella struttura anche se possono presentare alcune componenti rimovibili perché avvitate ad un supporto. In questo caso non è richiesta la marcatura CE. I dispositivi devono essere considerati prodotti da costruzione e rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento europeo 305/2011.

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Impalcature e furti, responsabili l’impresa e il condominio

Cassazione: devono essere prese tutte le misure per evitare l’uso improprio del ponteggio

L’impresa di costruzione che realizza lavori di manutenzione in un condominio deve prendere tutti i provvedimenti necessari affinchè le impalcature non siano usate in modo improprio.

Se, ad esempio, i ponteggi agevolano l’intrusione di ladri, sia l’impresa sia il condominio devono risarcire il condomino che subisce il furto nel suo appartamento.

È arrivata a questa conclusione la Corte di Cassazione con la sentenza 26900/2014.

Secondo i giudici, se si verifica un furto perchè l’installazione delle impalcature è avvenuta senza prendere le dovute misure anti intrusione, come ad esempio l’illuminazione notturna e la guardiania, l’impresa è responsabile di “agevolazione colposa” del furto e per questo è tenuta al risarcimento.

La Cassazione ha inoltre aggiunto che in base all’articolo 2043 del Codice Civile si può desumere che “qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.  Ciò significa, a detta dei giudici, che l’impresa è responsabile se non impedisce l’uso improprio del ponteggio.

Allo stesso tempo, il condominio, in qualità di committente, è corresponsabile se non ha assunto nessuna iniziativa per sollecitare l’impresa appaltatrice ad adottare le misure del caso.

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