Falsi professionisti, i suggerimenti dei tecnici per rendere più efficaci le sanzioni

Rete professioni tecniche chiede di specificare che il reato di esercizio abusivo vale anche per le professioni che richiedono l’iscrizione all’Albo.

È arrivato all’esame della Camera il disegno di legge sull’esercizio abusivo delle professioni. Si tratta, lo ricordiamo, della norma che appesantisce le sanzioni finora applicate ai falsi professionisti e che, a detta della Rete delle professioni tecniche (RPT), presenta qualche incongruenza da correggere.

 

I contenuti della norma

In base al testo, l’esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a due anni e con una multa dai 10 mila ai 50 mila euro. È inoltre prevista la pubblicazione della sentenza di condanna e la confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati.

La norma appesantisce in modo considerevole le sanzioni finora applicate a chi esercita una professione senza averne titolo. Al momento, infatti, il riferimento è costituito dall’articolo 348 del Codice Penale in base al quale “chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516”.

Le osservazioni dei professionisti
Secondo il presidente di RPT, Armando Zambrano, intervenuto in un’audizione in Commissione Giustizia alla Camera, per aggiustare il tiro della norma sarebbero necessarie alcune integrazioni.

Bisognerebbe precisare che il reato di esercizio abusivo della professione si applica anche alle professioni il cui esercizio è consentito unicamente previa iscrizione all’Albo. Il testo cita invece solo la mancanza di “specifiche abilitazioni”. A detta di Zambrano, la precisazione è necessaria perché nelle professioni tecniche non basta l’abilitazione per essere autorizzati ad esercitare, ma è richiesta l’iscrizione all’Albo, che implica numerosi obblighi, che tutelano i committenti e la collettività.

RPT ritiene inoltre che la pena del sequestro delle attrezzature usate per esercitare in modo abusivo la professione dovrebbe durare almeno sei mesi.

 

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