Mese: Marzo 2015

Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al 2016

Ministero dell’Istruzione: entro fine aprile sarà pronta l’Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese.

3,9 miliardi di euro e oltre 17 mila interventi tra il 2014 e il 2016. Sono i numeri degli interventi per l’edilizia scolastica, spiegati nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che oltre a fare il punto della situazione sulle iniziative effettuate ed in corso, ha annunciato i prossimi step.

Primo fra tutti, in ordine di arrivo, la presentazione dell’Anagrafe scolastica, prevista per il prossimo 22 aprile, che per la prima volta fornirà una fotografia completa degli edifici scolastici del Paese. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, insediato presso il Miur, diventerà una centrale per la programmazione delle priorità e la gestione delle risorse.

Gli interventi avranno quindi una programmazione nazionale unica basata sulle priorità individuate dalle Regioni nell’ambito del Decreto Mutui, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro (40 milioni annui per trent’anni) per i programmi regionali di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell’Alta formazione artistica. La misura consentirà investimenti per 940 milioni per finanziare circa 4mila interventi. Oltre ai mutui, che le Regioni stanno man mano sottoscrivendo, i lavori saranno finanziati con l’8 per mille Irpef  all’edilizia scolastica e con i fondi della Protezione Civile.

Durante la conferenza stampa è stato analizzato lo stato di attuazione delle altre misure lanciate dal Governo. Con il programma Scuole Belle, che conta su uno stanziamento totale di 150 milioni di euro, sono stati finanziati interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che hanno riguardato oltre 7mila plessi scolastici nel 2014. Ulteriori 130 milioni sono stati previsti dalla legge di stabilità per il primo semestre 2015 e 150 milioni di euro sono in previsione per il secondo semestre 2015 per intervenire su oltre 10 mila istituti.

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Varianti in corso d’opera, cosa va comunicato all’ANAC

Il Rup non deve limitarsi ad una descrizione acritica, ma accertare le cause e le eventuali carenze nelle fasi della progettazione.

Comunicare con chiarezza le cause delle varianti in corso d’opera. È l’obiettivo dell’ultimo comunicato dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) che mette a disposizione delle Stazioni Appaltanti un modello unico di trasmissione.

L’Authority spiega in primo luogo che spettano al Responsabile del procedimento (RUP) l’invio della documentazione e le indagini sulle cause che hanno portato a rendere necessaria la variante. La comunicazione non solleva RUP, direttore dei lavori, operatore economico e Stazione Appaltante dalle loro responsabilità, né implica automaticamente il via libera da parte dell’ANAC.

Le comunicazioni vanno trasmesse se l’importo dell’appalto a base di gara è superiore alla soglia comunitaria (5.186.000 euro) o se la variante è superiore al 10 % dell’importo del contratto originario.

Le informazioni devono essere inviate anche quando la soglia del 10% del contratto è superata da un insieme di più varianti, la variante riguarda contratti misti in cui l’importo dei lavori è  superiore alla soglia Ue, se le varianti riguardano settori speciali o sottoposti a deroga.

L’ANAC mira a contestualizzare maggiormente le cause che portano alla variante. Per questo è necessario redigere il verbale di consegna e di sospensione dei lavori e allegare lo stato di avanzamento dei lavori emesso prima della variante.

Il RUP non deve limitarsi ad una descrizione acritica, maaccertare autonomamente le cause della variante dopo aver ricostruito le precedenti fasi del procedimento, dalla progettazione, all’affidamento, all’evoluzione dei quadri economici, alle Conferenze dei servizi e alle prescrizioni impartite dagli Enti tenuti a esprimersi, fino alle principali vicissitudini occorse durante l’esecuzione.

Per quanto riguarda le cause impreviste e imprevedibili  il RUP deve accertare la non imputabilità delle cause della variante alla stazione appaltante e la loro non prevedibilità al momento della redazione del progetto o della consegna dei lavori.

Per gli eventi legati alla natura dei beni su cui si interviene o per i rinvenimenti imprevisti  il RUP è tenuto a esprimersi sulla loro prevedibilità nella fase di progettazione, individuando anche a quale livello di progetto sia riconducibile la mancata previsione. Il responsabile dovrà inoltre mettere in relazione le cause della variante con le eventuali inadeguatezze dei dati, delle ricerche e degli studi preliminari utilizzati per la progettazione.

Alla documentazioni sulle varianti andranno allegati i pareri di Enti terzi che abbiano avuto un ruolo causale sulla variante, analizzando le motivazioni di eventuali disarmonie tra gli esiti della Conferenza dei servizi e i pareri in seguito rilasciati. Il RUP dovrà indicare gli eventuali pareri sulla variante da parte del progettista, del verificatore, del collaudatore in corso d’opera, del soggetto a supporto e dell’alta sorveglianza sui lavori, spiegando le ragioni che non hanno consentito di riconoscere preventivamente le carenze progettuali divenute in seguito causa della variante.

Per disporre di un quadro completo dell’aumento di spesa, è necessario includere con la trasmissione della variante anche gli atti relativi alle transazioni o accordi bonari eventualmente espletati prima della variante.

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Agenzia Entrate: da giugno 2015 il Catasto sarà interamente digitale

Dal 1° giugno i professionisti abilitati dovranno trasmettere gli atti di aggiornamento attraverso il Modello Unico Informatico Catastale.

Dal primo giugno 2015 le pratiche di aggiornamento catastale diventeranno interamente digitali. Lo prevede il provvedimento 35112/2015 pubblicato ieri e annunciato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, intervenuta al convegno “Catasto digitale: semplice, veloce, trasparente”, organizzato dalla Direzione regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate, dall’Ordine degli Architetti, dall’Ordine degli Ingegneri e dal Collegio dei Geometri della Provincia di Roma.

Il provvedimento stabilisce che dal primo giugno 2015 i professionisti abilitati alla predisposizione e alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale utilizzino solo il Modello Unico Informatico Catastale (MUIC).

Con il MUIC potranno essere presentati i seguenti atti di aggiornamento:
– le dichiarazioni per l’accertamento delle unità immobiliari urbane di nuova costruzione
– le dichiarazioni di variazione dello stato, consistenza e destinazione delle unità immobiliari già censite;
– le dichiarazioni di beni immobili non produttivi di reddito urbano, ivi compresi i beni comuni, e relative variazioni;
– i tipi mappali;
– i tipi di frazionamento;
– i tipi mappali aventi anche funzione di tipi di frazionamento;
– i tipi particellari.

Al momento, invece, i documenti per i nuovi accatastamenti e le variazioni catastali, compilati con il software Docfa, possono essere presentati a mano alle sezioni competenti dell’Agenzia delle Entrate o essere inviati online attraverso la piattaforma telematica “Sister”.

Il livello di digitalizzazione delle pratiche Docfa e Pregeo, ha riferito il direttore Orlandi, ha raggiunto il 75%su base nazionale, ma si contano ampie disparità tra le regioni.

Per fare un esempio, il direttore Orlandi ha citato il caso di Roma, dove nel 2012 il numero di pratiche digitalizzate era al 31%, oggi è il 56% e dovrà diventare il 100% entro giugno.

Colmare questo gap in tre mesi richiederà un impegno serio perché verranno coinvolti 62 milioni di immobili.

Per migliorare l’efficienza del sistema digitale sono stati avviati dei tavoli di lavoro con l’obiettivo di abbassare i margini di errore nelle pratiche. Tra i risultati del confronto è emersa la necessità di adeguare la formazione di ingegneri, architetti e geometri, ma anche di ridurre al minimo  gli errori dovuti ad eventuali malfunzionamenti del sistema.

In caso di funzionamento irregolare del sistema informatico il provvedimento prevede comunque la possibilità di presentare l’atto di aggiornamento, sottoscritto con firma digitale, presso l’Ufficio territorialmente competente su supporto informatico.

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Sensori wireless per il monitoraggio strutturale di tunnel e ponti

Il progetto europeo Genesi sta testando speciali sensori wireless per monitorare la solidita’ di grandi infrastrutture, come la metro B1 di Roma.

Sensori wireless per monitorare la solidità strutturale delle grandi infrastrutture: è l’obiettivo del progetto di ricerca Genesi, finanziato dall’Ue e che vede coinvolti sette partner in 4 Paesi. L’Italia è in prima linea: coordinatrice del team è la professoressa Chiara Petrioli dell’Università La Sapienza di Roma.

I sensori di avvertimento sviluppati dal progetto sono posizionati all’interno delle strutture o infrastrutturesin dall’inizio. Rispetto alla tecnologia attualmente disponibile, queste reti di sensori non sono invasive e non comportano elevati costi di installazione e manutenzione. Dato che funzionano a batteria, sono adatte anche alle zone isolate, dove non c’è fornitura elettrica, e possono essere usate anche in caso di interruzione della rete elettrica, come per esempio dopo un terremoto.

“È necessario che i sensori funzionino per tutta la vita della struttura, che potrebbe durare decine o centinaia di anni” spiega Petrioli. “Era questa la sfida tecnica che dovevamo affrontare. Abbiamo però anche scoperto che potevamo usare reti di sensori nei lavori di costruzione, per fare modifiche di progettazione, se necessario, e proteggere i lavoratori impegnati nel progetto.”

La tecnologia è stata convalidata in due cantieri: la nuova linea B1 della metropolitana di Roma e il ponte Pont de la Poya a Friburgo, in Svizzera.

Nella metropolitana, segmenti di calcestruzzo del rivestimento finale del tunnel, attrezzato con sensori Genesi, sono stati messi direttamente accanto alla fresa meccanica a piena sezione per misurare parametri come tensione, temperatura e deformazione in tempo reale. I dati sono stati immessi, per mezzo di protocolli a basso consumo di energia, 3G e Internet, in un pannello di controllo e allarme monitorato da ingegneri e geologi impegnati nel progetto. I professionisti hanno potuto controllare se la perforazione veniva fatta in condizioni di sicurezza per i lavoratori e per i passeggeri della metropolitana.

I test sulla Metro B1 di Roma (Conca d’Oro – fonte: Genesi)

Secondo il team di progetto questa rete è più economica da installare e manutenere rispetto ai tradizionali sensori collegati via cavo. Per avere un monitoraggio duraturo ed efficiente dal punto di vista energetico, inoltre, sarà alimentata da micro turbine che girano con lo spostamento d’aria dei treni che passano all’interno del tunnel.

Dettaglio del sensore

Per quanto riguarda il ponte svizzero, circa 25 sensori hanno misurato parametri come la tensione sui piloni, il trasferimento della portata e il vento, la temperatura e il livello dell’acqua.

“Questo si è rivelato molto utile, perché ci sono sempre molte incertezze nella progettazione, la pianificazione e la costruzione,” ha detto Holger Wörsching, un ingegnere della Solexperts AG, azienda svizzera che si occupa di misurazioni e che è uno dei partner di Genesi. “Quando il ponte è stato spostato per collegarsi a entrambi le parti, abbiamo avuto informazioni sulla deformazione e l’inclinazione e abbiamo potuto controllare che i carichi fossero corretti.”

Mentre la tecnologia viene sperimentata al momento in un tunnel d’accesso per una centrale idraulica a Innertkirchen e in una ferrovia alpina esposta alle frane, è nato uno spin off (Wsense) che sta lavorando per un sistema di monitoraggio dei siti del patrimonio culturale in Italia.  

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Efficienza energetica nelle scuole: in arrivo 350 milioni di euro

Firmato dal Ministro dell’Ambiente il DM che prevede tassi agevolati per l’efficientamento energetico delle strutture scolastiche.

Saranno presto sbloccati 350 milioni di euro per l’efficientamento energetico delle scuole. Ieri il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha trasmesso per la firma ai Ministri dell’Economia, dello Sviluppo Economico e dell’Istruzione il decreto che concederà prestiti agevolati attraverso il fondo rotativo “Kyoto”.

Il provvedimento, in attuazione del Decreto Competitività (DL 91/2014), concederà prestiti a tasso agevolato dello 0,25% (dimezzando così il tasso previsto dalla legge per i finanziamenti del fondo Kyoto, che è dello 0,50%), per lavori di miglioramento delle prestazioni energetica negli edifici scolastici pubblici.

Secondo le prime stime sarà possibile effettuare almeno 700 interventi.

Potranno beneficiare dei finanziamenti i “soggetti pubblici competenti”, ovvero i possessori di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica, nello specifico Comuni e Provincie; quindi saranno inclusi nell’intervento anche asili nido ed edifici d’istruzione universitaria, o di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

Per ottenere i finanziamenti a tasso agevolato sarà necessario eseguire la diagnosi energetica dell’immobile e redigere lacertificazione energetica.

Gli interventi dovranno portare risultati concreti nel miglioramento del parametro di efficienza energetica dell’edificio scolastico di almeno due classi energetiche in tre anni. Se questo obiettivo non viene raggiunto e certificato, il finanziamento viene revocato.

I criteri più specifici e le modalità di erogazione dei finanziamenti arriveranno entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

In generale, per gli interventi di efficientamento energetico relativi ad analisi, monitoraggio, audit e diagnosi, la durata massima del finanziamento è di dieci anni, mentre l’importo massimo non può superare i 30 mila euro per singolo edificio.

L’importo di ogni intervento, comprensivo di progettazione e certificazione, non può superare un milione di euro se i lavori riguardano solo gli impianti e 2 milioni di euro se, oltre agli impianti, si procede alla qualificazione di tutto l’edificio, compreso l’involucro edilizio.

I finanziamenti saranno erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti tenendo conto dell’ordine cronologico di invio delle domande.

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