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Terremoto, scuole e opere strategiche saranno ricostruite senza gara

Non ci sarà più il tetto dei trenta incarichi per ogni professionista, semplificato l’affidamento della microzonazione sismica

03/02/2017 – Semplificare e velocizzare le procedure per la ricostruzione dando la priorità a scuole e alloggi temporanei. È il cuore del nuovo DL terremoto approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede anche una serie di misure a sostegno dei residenti nelle aree colpite dai terremoti degli ultimi mesi e delle imprese.

“La catena decisionale deve disporre di procedure il più veloci possibili – ha spiegato in conferenza stampa il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni – e per questo abbiamo lavorato gomito a gomito con l’Anac”.

Dopo le perplessità su possibili deroghe al Codice Appalti, manifestate nei giorni scorsi dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, è stato quindi trovato l’accordo sullo snellimento delle procedure che “partirà dal Governo, dal Commissario Vasco Errani e avverrà in collaborazione con le regioni e gli Enti locali”.

Decreto Terremoto, scuole e opere strategiche
“La semplificazione per la realizzazione delle nuove scuole già programmate è una priorità” ha affermato Gentiloni. Il Commissario straordinario per la ricostruzione potrà quindi adottare specifici piani e ricorrere alla procedura negoziata con l’invito a 5 operatori economici iscritti all’anagrafe Antimafia. L’invito sarà rivolto sulla base del progetto definitivo.

Comuni e Province potranno, inoltre, agire in sostituzione dei soggetti attuatori e predisporre i progetti sulla base delle priorità stabilite dal Commissario straordinario d’intesa con i Presidenti di Regione, inviandoli alla struttura commissariale.

Stesso meccanismo per le opere che, secondo il Commissario straordinario per la ricostruzione, rivestono un ruolo strategico. Gli incarichi di progettazione e realizzazione dei lavori potranno essere affidati con procedura negoziata, e invito ad almeno cinque operatori, senza limiti di importo.

Previsto infine il potenziamento del personale impegnato nelle attività di ricostruzione e il rafforzamento, con altre 20 unità, della segreteria tecnica di progettazione presso il Segretariato generale del Ministero dei Beni culturali.

Nessun tetto agli incarichi per i professionisti
I professionisti non avranno limiti per l’assunzione di incarichi relativi alla ricostruzione. Fino ad ora, invece, in base all’Ordinanza 12/2017 c’è stato il limite di trenta incarichi per ogni tecnico.

Il contributo per le attività tecniche, riconosciuto ai professionisti coinvolti nella ricostruzione per la progettazione, la compilazione della scheda Aedes, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza, sarà massimo del 10%, incrementabile fino al 12,5%, per i lavori di importo inferiore a 500mila euro. Per i lavori di importo superiore a 2 milioni di euro, il contributo massimo sarà pari al 7,5%. Saranno definite in seguito le modalità di erogazione per assicurare una graduazione che tenga conto della tipologia della prestazione tecnica e dell’importo dei lavori. Potrà inoltre essere riconosciuto un contributo fino al 2% per le sole indagini e prestazioni specialistiche.

Microzonazione sismica e alloggi temporanei
I Comuni potranno ricorrere a procedure semplificate di affidamento degli incarichi tecnici di realizzazione degli studi di microzonazione sismica, propedeutici alla presentazione dei progetti di ricostruzione.

Previste inoltre semplificazioni per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria collegate agli alloggi temporanei. Saranno più leggere anche le regole per il recupero delle stalle.

In alternativa agli alloggi temporanei, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria potranno acquistare immobili invenduti e, dopo l’emergenza terremoto, cederli agli Enti locali per farne alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Rimozione delle macerie
La rimozione delle macerie diventerà di competenza regionale. I Presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria dovranno approvare entro il 1° marzo 2017 un piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti derivanti dagli interventi di ricostruzione.

Finanziamenti agevolati per la ricostruzione
Per ottenere i contributi alla ricostruzione degli edifici che non si trovano nei comuni del cratere, un tecnico dovrà dimostrare, con perizia asseverata, il nesso di causalità tra eventi sismici e danni. Le richieste dovranno essere inviate entro il 31 luglio 2017.

Decreto terremoto, misure per residenti e imprese
Il decreto contiene infine la proroga di una serie di misure per i residenti delle aree colpite dagli eventi sismici che, a partire dell’estate, hanno devastato il Centro Italia. Si tratta della cassa integrazione, della “busta paga pesante”, cioè la sospensione, per i contribuenti domiciliati nei Comuni del cratere, del pagamento Irpef da gennaio a settembre 2017, a prescindere da dove sia fiscalmente domiciliata l’azienda. Saranno inoltre sospesi, da gennaio a settembre 2017, i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione. Previsti anche una serie di sgravi fiscali e aiuti per la sopravvivenza delle imprese.

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Scuole, in arrivo i 40 milioni di euro per l’adeguamento antisismico

Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha firmato il decreto per 50 interventi

Lo scorso 28 dicembre il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato il decreto per la ripartizione delle risorse per l’adeguamento antisismico delle scuole.

Si tratta dei 40 milioni di euro previsti dalla legge “La Buona Scuola” (Legge 107/2015) e destinati a rendere più sicuri gli edifici scolastici che sorgono nelle zone particolarmente esposte a rischio sismico.

Complessivamente saranno erogati 37.536.601 euro per un totale di 50 interventi di adeguamento antisismico, consulta l’Infografica. La valutazione e la conseguente selezione dei Piani regionali degli interventi sono state effettuate da un’apposita Commissione della quale fa parte anche il Dipartimento per la Protezione Civile.

Il decreto prevede l’approvazione degli interventi, individua i termini per l’esecuzione della progettazione e per l’aggiudicazione dei lavori, definisce le modalità di rendicontazione a cui gli enti locali dovranno attenersi e le procedure per l’eventuale revoca dei finanziamenti, stabilisce i parametri per il monitoraggio degli interventi.

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Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al 2016

Ministero dell’Istruzione: entro fine aprile sarà pronta l’Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese.

3,9 miliardi di euro e oltre 17 mila interventi tra il 2014 e il 2016. Sono i numeri degli interventi per l’edilizia scolastica, spiegati nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che oltre a fare il punto della situazione sulle iniziative effettuate ed in corso, ha annunciato i prossimi step.

Primo fra tutti, in ordine di arrivo, la presentazione dell’Anagrafe scolastica, prevista per il prossimo 22 aprile, che per la prima volta fornirà una fotografia completa degli edifici scolastici del Paese. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, insediato presso il Miur, diventerà una centrale per la programmazione delle priorità e la gestione delle risorse.

Gli interventi avranno quindi una programmazione nazionale unica basata sulle priorità individuate dalle Regioni nell’ambito del Decreto Mutui, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro (40 milioni annui per trent’anni) per i programmi regionali di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell’Alta formazione artistica. La misura consentirà investimenti per 940 milioni per finanziare circa 4mila interventi. Oltre ai mutui, che le Regioni stanno man mano sottoscrivendo, i lavori saranno finanziati con l’8 per mille Irpef  all’edilizia scolastica e con i fondi della Protezione Civile.

Durante la conferenza stampa è stato analizzato lo stato di attuazione delle altre misure lanciate dal Governo. Con il programma Scuole Belle, che conta su uno stanziamento totale di 150 milioni di euro, sono stati finanziati interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che hanno riguardato oltre 7mila plessi scolastici nel 2014. Ulteriori 130 milioni sono stati previsti dalla legge di stabilità per il primo semestre 2015 e 150 milioni di euro sono in previsione per il secondo semestre 2015 per intervenire su oltre 10 mila istituti.

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