Tag: Fondi

75 miliardi di euro per la prevenzione strutturale

E’ la prima volta che un Governo decide di stanziare risorse per opere di prevenzione e infrastrutturazione del Paese.

Si tratta di un fondo pluriennale di 47,5 miliardi: 9,8 per combattere il dissesto idrogeologico, 6,8 per l’edilizia pubblica – nello specifico scolastica, e 7 miliardi per le ricostruzioni pa seguito del sisma del centro Italia e 11,6 miliardi per i bonus sulle ristrutturazioni antisismiche e sull’efficienza energetica.
Un’immensa opera che farà in modo di fare prevenzione a lungo termine.

I fondi destinati alle zone terremotati saranno il volano per la ricostruzione degli immobili pubblici e privati e delle attività produttive.

I bonus ristrutturazione, confermati per i privati, si allargano anche ai condomini, con possibilità di detrarre fino all’85% della spesa per chi aumenta provvede alla sicurezza antisismica e fino al 70% per chi opera interventi di efficientamento energetico.

E’ altresì possibile la cessione del credito d’imposta alla ditta che ha svolto i lavori o ad altro soggetto e il recupero della detrazione in un quinquennio, anziché in dieci anni

Progetto CasaItalia è nato per questo scopo: tutelare il nostro territorio e per far aumentare la sensibilità dei singoli cittadini a problemi così attuali e rilevanti.
Da parte sua il Governo si impegna a sbloccare risorse con una programmazione puntuale e continuativa, incentivando la rigenerazione urbana, energetica e antisismica dei condomini e delle abitazioni.

Inoltre il Consiglio dei Ministri alla fine di fine ottobre aveva approvato i piani di gestione acque e rischi alluvionali: uno strumento pianificatorio essenziale.

Erasmo D’Angelis, a capo della Struttura di Missione #italiasicura ha sottolineato come ci siano state 170 mila vittime sotto le macerie degli ultimi 40 terremoti, dall’inizio del ‘900 ad oggi, e altrettanti 5800 morti nelle devastazioni di frane e alluvioni degli ultimi 40 anni.

Per più di settantanni in Italia si è solo riparato e risarcito danni per un ammontare di 3.5 miliardi l’anno per il dissesto idrogeologico e di 2,5 miliardi l’anno per terremoti, senza aumentare la sicurezza.
Finalmente, per la prima volta, si ha a disposizione alcune risorse per la pianificazione della più importante opera pubblica italiana che consentirà alle aree urbane e ai territori più fragili e danneggiati di giungere ad una maggiore sicurezza e di iniziare a rafforzare il patrimonio abitativo sia privato che pubblico.

Share Button

In arrivo 15,2 miliardi di euro per infrastrutture, ambiente e sviluppo

Presto in Gazzetta la delibera del Cipe che assegna l’ultima tranche del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020

Infrastrutture, efficientamento energetico, mitigazione del rischio idrogeologico, ricerca e sviluppo, rinnovabili nelle aree rurali e valorizzazione delle imprese agricole sono alcune delle iniziative che assorbiranno gli ultimi 15,2 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014 – 2020.

Sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Delibera 25/2016 con cui il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha individuato le aree tematiche e gli obiettivi strategici su cui convogliare le risorse.

FSC: 15,2 miliardi in aree tematiche e interventi strategici
I 15,2 miliardi di euro saranno ripartiti in questo modo: 11,5 miliardi alle infrastrutture, 1,9 miliardi all’ambiente, 1,4 allo sviluppo economico, 400 milioni all’agricoltura.

Nel capitolo delle infrastrutture, ci si concentrerà prevalentemente su strade, con più di 6 miliardi di euro disponibili, ferrovie (più di 2 miliardi), metropolitane (1,6 miliardi), rinnovo del materiale del trasporto pubblico (un miliardo), sicurezza del ferro (300 milioni), dighe (294 milioni).

L’area ambiente comprende interventi di efficientamento energetico (95,79 milioni), bonifiche (791,58 milioni), rischio idrogeologico (273,83 milioni), fognature e depurazione (598,44 milioni), infrastrutture verdi (13,85 milioni), rifiuti (126,51 milioni).

Quasi tutte le risorse destinate allo sviluppo economico saranno spese per contratti di sviluppo (950 milioni) e ricerca, sviluppo e innovazione nel settore aerospaziale (350 milioni).

In agricoltura, gli interventi in infrastrutture irrigue, bonifica idraulica, difesa dalle esondazioni, bacini di accumulo e programmi collegati di assistenza tecnica e consulenza assorbiranno 295 milioni di euro. I fondi restanti saranno distribuiti tra uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali e contratti di filiera e di distretto.

FSC: come spendere i 15,2 miliardi
Per spendere queste risorse saranno necessari dei Piani Operativi, che dovranno essere proposti dai Ministeri competenti e approvati dalla cabina di regia Stato – Regioni.

Secondo la delibera del Cipe, saranno finanziabili gli interventi rientranti nei settori infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, rafforzamento della PA.

I contratti per l’affidamento dei lavori dovranno essere stipulati entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019. In caso contrario le risorse saranno revocate.

Share Button

300 milioni per innovazione e sostenibilità nelle PMI del Sud

Definiti i criteri di valutazione dei progetti che potranno essere presentati dalle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

02/03/2016 – Il Ministero dello Sviluppo Economico definisce i criteri per l’assegnazione alle imprese dei 300 milioni di euro stanziati per investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare 14722/2015 che spiega come selezionare i programmi di sviluppo finanziabili con le risorse del Programma operativo nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 FESR.

Come funzionano i finanziamenti
Come strumento attuativo del programma sono stati individuati i contratti di sviluppo, introdotti dal DM 9 dicembre 2014 per favorire la realizzazione di investimenti nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.

Successivamente, il DM 29 luglio 2015 ha assegnato 300 milioni di euro a questo strumento agevolativo, da ripartire secondo tre assi di intervento: innovazione, competitività delle PMI ed efficienza energetica.

I requisiti per accedere ai finanziamenti
Nella valutazione delle domande saranno valutate positivamente le soluzioni innovative, ma anche la capacità di industrializzare i risultati di precedenti ricerche, in grado ad esempio di mettere sul mercato materiali innovativi ed eco-compatibili o nuove tecnologie per la bonifica dei siti contaminati.

Grande attenzione sarà riservata ai progetti nel settore dell’efficienza energetica, del turismo e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questo ambito saranno presi in considerazione i nuovi sistemi per la fruizione della cultura e le tecnologie per la gestione e conservazione dei beni culturali, ma anche i sistemi di mobilità intelligente, quelli per garantire la sicurezza dell’ambiente urbano e la prevenzione degli eventi critici.

Per quanto riguarda la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) saranno favoriti i progetti di riposizionamento e capacità di adattamento al mercato. I progetti dovranno inoltre inserirsi in una filiera sovraregionale. Ciò significa che, a prescindere dalla regione in cui saranno attivati, ci dovranno essere ricadute anche all’esterno. Allo stesso tempo, le PMI dovranno migliorare la sostenibilità ambientale dei loro processi produttivi.

Per la valutazione dei programmi di sviluppo si valuteranno inoltre l’affidabilità tecnica ed economica della proposta progettuale, la coerenza industriale e la cantierabilità delle opere. In generale, la previsione di recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate saranno criteri premianti per il punteggio da assegnare ai progetti.

Share Button

300 milioni per innovazione e sostenibilità nelle PMI del Sud

Definiti i criteri di valutazione dei progetti che potranno essere presentati dalle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

Il Ministero dello Sviluppo Economico definisce i criteri per l’assegnazione alle imprese dei 300 milioni di euro stanziati per investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare 14722/2015 che spiega come selezionare i programmi di sviluppo finanziabili con le risorse del Programma operativo nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 FESR.

Come funzionano i finanziamenti
Come strumento attuativo del programma sono stati individuati i contratti di sviluppo, introdotti dal DM 9 dicembre 2014 per favorire la realizzazione di investimenti nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.

Successivamente, il DM 29 luglio 2015 ha assegnato 300 milioni di euro a questo strumento agevolativo, da ripartire secondo tre assi di intervento: innovazione, competitività delle PMI ed efficienza energetica.

I requisiti per accedere ai finanziamenti
Nella valutazione delle domande saranno valutate positivamente le soluzioni innovative, ma anche la capacità di industrializzare i risultati di precedenti ricerche, in grado ad esempio di mettere sul mercato materiali innovativi ed eco-compatibili o nuove tecnologie per la bonifica dei siti contaminati.

Grande attenzione sarà riservata ai progetti nel settore dell’efficienza energetica, del turismo e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questo ambito saranno presi in considerazione i nuovi sistemi per la fruizione della cultura e le tecnologie per la gestione e conservazione dei beni culturali, ma anche i sistemi di mobilità intelligente, quelli per garantire la sicurezza dell’ambiente urbano e la prevenzione degli eventi critici.

Per quanto riguarda la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) saranno favoriti i progetti di riposizionamento e capacità di adattamento al mercato. I progetti dovranno inoltre inserirsi in una filiera sovraregionale. Ciò significa che, a prescindere dalla regione in cui saranno attivati, ci dovranno essere ricadute anche all’esterno. Allo stesso tempo, le PMI dovranno migliorare la sostenibilità ambientale dei loro processi produttivi.

Per la valutazione dei programmi di sviluppo si valuteranno inoltre l’affidabilità tecnica ed economica della proposta progettuale, la coerenza industriale e la cantierabilità delle opere. In generale, la previsione di recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate saranno criteri premianti per il punteggio da assegnare ai progetti.

Share Button

Alle scuole 3,9 miliardi di euro dal 2014 al 2016

Ministero dell’Istruzione: entro fine aprile sarà pronta l’Anagrafe scolastica, una fotografia completa delle scuole del Paese.

3,9 miliardi di euro e oltre 17 mila interventi tra il 2014 e il 2016. Sono i numeri degli interventi per l’edilizia scolastica, spiegati nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che oltre a fare il punto della situazione sulle iniziative effettuate ed in corso, ha annunciato i prossimi step.

Primo fra tutti, in ordine di arrivo, la presentazione dell’Anagrafe scolastica, prevista per il prossimo 22 aprile, che per la prima volta fornirà una fotografia completa degli edifici scolastici del Paese. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, insediato presso il Miur, diventerà una centrale per la programmazione delle priorità e la gestione delle risorse.

Gli interventi avranno quindi una programmazione nazionale unica basata sulle priorità individuate dalle Regioni nell’ambito del Decreto Mutui, che ha stanziato 1,2 miliardi di euro (40 milioni annui per trent’anni) per i programmi regionali di ristrutturazione, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico di scuole pubbliche, palestre scolastiche, residenze per studenti universitari e immobili dell’Alta formazione artistica. La misura consentirà investimenti per 940 milioni per finanziare circa 4mila interventi. Oltre ai mutui, che le Regioni stanno man mano sottoscrivendo, i lavori saranno finanziati con l’8 per mille Irpef  all’edilizia scolastica e con i fondi della Protezione Civile.

Durante la conferenza stampa è stato analizzato lo stato di attuazione delle altre misure lanciate dal Governo. Con il programma Scuole Belle, che conta su uno stanziamento totale di 150 milioni di euro, sono stati finanziati interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale che hanno riguardato oltre 7mila plessi scolastici nel 2014. Ulteriori 130 milioni sono stati previsti dalla legge di stabilità per il primo semestre 2015 e 150 milioni di euro sono in previsione per il secondo semestre 2015 per intervenire su oltre 10 mila istituti.

Share Button