Obbligo di POS per i professionisti, marcia indietro sulle sanzioni

Marcia indietro sulle sanzioni per i professionisti che non si dotano del POS. La nuova versione del disegno di Legge di Stabilità per il 2016, all’esame della Camera, ha cancellato le multe inizialmente previste, che partivano da mille euro e salivano fino alla sospensione dell’attività professionale, e ha rimandato la questione ad un momento successivo.

Sarà il Ministero dello Sviluppo Economico, con un decreto ad hoc, a definire l’importo e le modalità delle sanzioni. Ma c’è un limite: i professionisti che riusciranno a dimostrare la presenza di una “oggettiva impossibilità tecnica” non saranno obbligati ad accettare pagamenti elettronici con bancomat e carte di credito o debito.

Come cambia l’obbligo di POS
Dal 1° gennaio 2016 diventa obbligatorio accettare pagamenti elettronici di qualsiasi importo. L’obbligo finora è stato applicato solo all’acquisto di prodotti o alla prestazione di servizi di importo superiore a 30 euro.

Si è sempre trattato di un obbligo non troppo stringente dal momento che non erano previste sanzioni. Per colmare questo vuoto, prima un disegno di legge presentato all’inizio del 2015, poi la prima versione di un emendamento al ddl Stabilità 2016 avevano proposto multe che, partendo da mille euro e considerando l’ipotesi di violazioni successive, arrivavano fino alla sospensione dell’attività professionale.

Un’impostazione rigida, ampiamente criticata dal mondo delle professioni e delle imprese, tanto da fare marcia indietro e demandare la definizione delle sanzioni ad un decreto successivo. A quantificare i termini, le modalità e gli importi delle multe sarà il Ministero dello Sviluppo economico.

Non avrà l’obbligo di dotarsi del Pos chi dimostra la presenza di una oggettiva impossibilità tecnica. Resta ora da capire cosa si intenda per impossibilità tecnica, se ad esempio questo limite potrà essere invocato da professionisti e artigiani che non lavorano in uno studio ma si recano nelle abitazioni dei clienti o se ci sono altri parametri da considerare.

Micro-pagamenti sotto i cinque euro
Gli esercenti dovranno accettare pagamenti elettronici di piccolo importo, anche sotto i cinque euro. Per favorire la diffusione della cultura dei micropagamenti con carta di credito o di debito, entro il 1° febbraio 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze e quello dello Sviluppo Economico dovranno definire i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici. Le commissioni applicate dalle banche dovranno comunque essere effettivamente commisurate ai costi del servizio erogato, senza scaricarsi sul professionista o sull’esercente che riceve il pagamento.

Se, quindi, da una parte il disegno di legge spinge sui pagamenti elettronici, contemporaneamente alza da mille a 3 mila euro il tetto consentito per l’utilizzo del denaro contante.

Di commissioni sui pagamenti elettronici e obbligo di dotarsi del Pos si è discusso anche in Commissione Finanze e Attività Produttive della Camera durante un’interrogazione. Il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, ha affermato che il Governo sta lavorando per ridurre al minimo i costi su queste operazioni.

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