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Politecnico di Bari, chiude Ingegneria edile e architettura.

Gli studenti: “Un colpo di mano” La decisione presa dal Senato accademico. Protesta l’associazione universitaria Link: “Abbiamo avvertito noi il coordinatore del corso e gli altri docenti”.

Addio al corso di Ingegneria edile e architettura. Il Politecnico di Bari dopo due anni di discussioni ha deciso di disattivare il corso di laurea, visto anche il calo importante del numero di iscritti. Il provvedimento è stato preso in una seduta del Senato accademico, con la piena maggioranza: solo un’astensione e i voti contrari della componente studentesca.

Gli studenti non hanno intenzione però di rassegnarsi: il sindacato Link ha diffuso una nota in cui denuncia l’accaduto e annuncia proteste: “È stato un colpo di mano”, dichiarano gli universitari. “Con l’elezione del nuovo direttore di dipartimento, il professor Giorgio Rocco, e l’insediamento del nuovo coordinatore del corso di laurea, il professor Pietro Stefanizzi, pensavamo che la situazione potesse finalmente risolversi con la collaborazione e l’interazione tra settori scientifico disciplinari che un corso di laurea in Ingegneria edile e architettura deve avere e come il nome stesso suggerisce – spiega Raffaele Blasi, rappresentante di corso degli studenti – Manca ed è sempre mancata la volontà di risolvere i problemi”.

I ragazzi denunciano l’unilateralità della decisione del senato accademico. “Presa senza chiedere il parere del Dipartimento a cui il corso afferisce, senza discutere delle alternative, senza badare alle sorti degli studenti iscritti. Abbiamo avvertito noi il coordinatore del corso di laurea e gli altri docenti di quanto accaduto”. Gli universitari di Link hanno convocato un’assemblea per lunedì 14 marzo alle 13,30 di fronte al dipartimento di Architettura all’interno del campus.

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Laureati in architettura iscritti all’Albo ingegneri? Il Miur mette la parola fine

Dopo le polemiche emerse nei mesi scorsi, arriva il no definitivo da parte del Ministero: all’esame di Stato possono accedere le lauree specialistiche in Architettura e Ingegneria Edile, ma non i laureati nella sola architettura vecchio ordinamento.

 

Si ritorna a discutere dell’accesso all’Esame di Stato per gli ingegneri da parte dei laureati in architettura con il vecchio ordinamento, dopo che alla fine dello scorso anno era scoppiata la polemica. L’accesso non è possibile: lo ha fissato, in via definitiva, una nota del Miur che ha risposto ad una specifica richiesta del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sottoposta al Ministro Stefania Giannini in occasione di un recente incontro.

A causa di una errata interpretazione di una precedente nota dello stesso Miur n.2100 del 6 giugno 2012, il Cni aveva segnalato al Ministro come gli Ordini Provinciali degli Ingegneri ricevessero numerose richieste di iscrizione da parte dei laureati in Architettura del vecchio ordinamento, illegittimamente ammessi dalle università a sostenere l’esame di stato. Richieste che, informa il Cni, venivano regolarmente respinte.

Da qui la richiesta di un chiarimento specifico, che è arrivato. In dettaglio, il Miur ha chiarito come l’art.47 del DPR n.328/2001 indichi come valida per l’ammissione alla sezione A dell’esame di stato per gli ingegneri la sola classe di laurea specialistica 4/S – Architettura e Ingegneria Edile, mentre in esso non si fa menzione del diploma di laurea in Architettura del vecchio ordinamento. Specifica la nota Miur:

“L’accesso agli esami di stato per la sezione A dell’albo degli Ingegneri non è possibile per i possessori del diploma di laurea in Architettura, ma soltanto a coloro che hanno conseguito un titolo della classe 4/S e un titolo ad essa equiparato dell’attuale classe di laurea magistrale LM4- Architettura e Ingegneria Edile-Architettura.”

Pertanto le università non possono più ammettere a sostenere l’esame di stato i laureati in architettura del vecchio ordinamento. “Nelle prossime settimane – ha detto Armando Zambrano, presidente Cni – il Consiglio avvierà un’iniziativa per sensibilizzare gli uffici degli esami di stato presso le università affinché prendano atto della circolare ministeriale e respingano le eventuali richieste dei laureati in architettura del vecchio ordinamento per accedere agli esami di abilitazione alla professione di ingegnere”.

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