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Antincendio: i nuovi requisiti per rimanere nell’elenco dei professionisti

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2016 il DM 7 giugno 2016 che modifica i requisiti per rimanere nell’elenco dei professionisti antincendio contenuti nel DM 5 agosto 2011.

Professionisti antincendio: i nuovi requisiti
Per risultare negli elenchi del Ministero dell’Interno ogni 5 anni i professionisti devono conseguire 40 ore di aggiornamento obbligatorio, attraverso corsi o seminari in materia di prevenzione incendi.

Il DM specifica che il termine dei cinque anni decorre:
– dalla data di iscrizione negli elenchi dei professionisti antincendio;
– dalla data di riattivazione dell’iscrizione, in caso di sospensione per l’inadempienza;
– dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto, per i professionisti già iscritti alla medesima data negli elenchi.

Antincendio: le modalità la formazione a distanza
Poiché i corsi e i seminari di aggiornamento sulla prevenzione incendi possono essere somministrati anche a distanza, i Vigili del Fuoco hanno emanato la circolare 7888/2016 che fornisce indicazioni sulla formazione a distanza.

La circolare mette in evidenza che è possibile effettuare corsi di aggiornamento in modalità di streaming sincrono, ovvero una videoconferenza in cui docenti e professionisti interagiscono tramite un dispositivo multimediale.

Si chiarisce anche che i professionisti dovranno frequentare tali corsi presso le sedi individuate dal soggetto organizzatore che dovrà provvedere alla certificazione della presenza per tutta la durata dell’evento e alla somministrazione di un test finale.

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Antincendio: il 69% degli esperti non si aggiorna

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Antincendio: il 69% degli esperti non si aggiorna

Consiglio Nazionale Ingegneri: ‘bisogna incrementare i corsi di formazione, anche a distanza’.

Il 53% degli professionisti dell’antincendio, iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno, sono ingegneri; tuttavia più del 69%, a meno di un anno dalla scadenza dell’obbligo di aggiornamento, non ha frequentato neanche un ora.

Questi alcuni dati che emergono dall’analisi effettuata dal gruppo di lavoro sicurezza del Consiglio Nazionale Ingeneri (CNI) in base ai dati degli elenchi dei professionisti antincendio, con i relativi crediti formativi maturati, dei Vigili del Fuoco (VdF).

Professionisti antincendio: formazione e aggiornamento
Nella circolare del CNI vengono sintetizzate le analisi circa la distribuzione dei professionisti antincendio per categorie professionali, gli eventi formativi erogati da Ordini e Collegi su base nazionale e provinciale, il numero di iscritti e le ore di aggiornamento maturate.

Dall’analisi emerge che “gli ingegneri rappresentano la maggioranza assoluta degli iscritti (53%) con una tendenza all’aumento nel tempo: nel 2011 gli iscritti erano 43232 e a settembre 2015 risultavano essere 46851”.

Emerge inoltre l’incremento nel tempo degli eventi formativi organizzati dai vari ordini, con particolare impegno da parte degli ingegneri. L’analisi mette in luce come siano le categorie degli ingegneri e dei periti industriali le più assidue nell’organizzazione e nella frequenza dei corsi di aggiornamento.

Tuttavia secondo il CNI “tutte le categorie professionali prevedono di non riuscire a soddisfare la richiesta di tutti gli iscritti”; per gli Ingegneri questa evidenza rende necessario analizzare le fattibilità di erogazione di eventi anche in modalità a distanza (FAD).

Professionisti antincendio: crediti formativi
Il DM 05/08/2011 e la circolare VVF 7213/2012, regolando la formazione e l’aggiornamento per i professionisti che si occupano di prevenzione incendi, prescrivono che per il mantenimento dell’iscrizione negli elenchi del Ministero dell’Interno sia necessario che gli iscritti frequentino corsi di aggiornamento della durata complessiva di almeno 40 ore nell’arco di 5 anni.

Dall’analisi CNI emerge che la fascia d’età più aggiornata è quella tra i 36 e i 55 anni, anche se solo il 2,2% degli ingegneri ha già completato le 40 ore di aggiornamento obbligatorio.

Inoltre il 69,2% non ha frequentato nemmeno un’ora di aggiornamento, anche se il dato varia considerevolmente tra le varie regioni; in Veneto e Liguria infatti circa il 25% ha frequentato almeno 20 ore di aggiornamento.

Per il Consiglio nazionale Ingeneri “la consistenza percentuale di ingegneri che, ad un anno dalla scadenza del quinquennio di riferimento, non ha registrato alcun credito formativo rappresenta la conferma che una quota significativa di ingegneri iscritti agli elenchi non svolge attività di prevenzione incendi, ovvero intende abbandonare questa disciplina.

Infatti il CNI prevede che circa il 40-50% degli ingegneri iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno non soddisfarà l’obbligo di aggiornamento.

La circolare però sprona i vari Ordini degli ingegneri ad incrementare ulteriormente l’offerta formativa in vista della scadenza del quinquennio di riferimento (27 agosto 2015).

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Progettazione antincendio, in vigore da oggi le nuove norme

Le disposizioni di prevenzione incendi si applicano ad attività industriali come officine, stabilimenti per la produzione di mobili, laterizi, cementifici.

Entrano in vigore oggi le nuove norme tecniche per la progettazione antincendio contenute nel Decreto 3 agosto 2015.

Le nuove regole si applicano alla progettazione, realizzazione ed esercizio di attività industriali e produttive come officine meccaniche, stabilimenti per la lavorazione di alimenti, di carta e cartone, per la produzione di arredamento e abbigliamento, di prodotti in gomma, plastica e metalli, stabilimenti di produzione di laterizi, cementifici, centri informatici di elaborazione e archiviazione dati, depositi di combustibili, ecc. Vedi l’elenco completo

In totale si tratta di 34 delle 80 attività comprese nell’elenco allegato al Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi (Dpr 151/2011). Sono esclusi edifici di civile abitazione, strutture sanitarie, alberghi ecc.

Norme antincendio: campo di applicazione
Le nuove norme tecniche si applicano sia alle attività di nuova realizzazione che a quelle esistenti alla data di entrata in vigore del decreto. Inoltre, “in caso di interventi di ristrutturazione parziale ovvero di ampliamento ad attività esistenti alla data di entrata in vigore, le medesime norme tecniche si possono applicare a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti nella restante parte di attività, non interessata dall’intervento, siano compatibili con gli interventi di ristrutturazione parziale o di ampliamento da realizzare”.

Me le norme tecniche possono essere utilizzate anche per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio delle attività che non rientrano nell’allegato I del DPR 151/2011.

Prevenzione incendi: le soluzioni progettuali
Il decreto consente ai professionisti di scegliere tra soluzioni prescrittive, soluzioni alternative e il procedimento di deroga.

La soluzione prescrittiva è una soluzione progettuale di immediata applicazione nei casi specifici, che garantisce il raggiungimento del relativo livello di prestazione e non richiedono ulteriori valutazioni tecniche.

Nelle soluzioni alternative il progettista è tenuto a dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendi ammessi.

In quelle in deroga invece il progettista è tenuto a dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza impiegando uno dei metodi di progettazione della sicurezza antincendio ammessi.

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