Mese: Novembre 2016

Il cellulare che non si scarica (quasi) mai

Una batteria per smartphone che si ricarichi in pochi secondi e duri fino a una settimana: è lo scenario aperto da una nuova classe di supercondensatori.

Un gruppo di scienziati della University of Central Florida ha sviluppato un nuovo metodo per creare supercondensatori ultraflessibili, capaci di reggere oltre 30.000 ricariche senza degradarsi.

I supercondensatori sono componenti capaci di accumulare una grande quantità di carica elettrica e sostenere un numero di cicli di carica/scarica molto elevato rispetto ai condensatori tradizionali. Se si potesse applicare il nuovo metodo per produrre batterie per cellulari, avremmo smartphone più leggeri, in grado di ricaricarsi molto rapidamente e con un’autonomia fin qui impensabile, forse anche di diversi giorni a pieno utilizzo: il procedimento è però per adesso soltanto dimostrativo delle sue potenzialità.

LO SCOGLIO DA SUPERARE. Nei normali dispositivi mobili, dopo 18-20 mesi di utilizzo, in genere, la batteria inizia a mostrare una progressiva tendenza a scaricarsi sempre più rapidamente: questo avviene perché si degrada. Da tempo gli esperti di nanotecnologie studiano supercondensatori capaci di immagazzinare più carica e di durare più a lungo delle comuni batterie al litio. La tecnologia già lo permette, ma a scapito delle dimensioni: i dispositivi dovrebbero essere molto più grandi delle nostre tasche.

IL NUOVO DESIGN. Gli scienziati dell’università della Florida hanno utilizzato una nuova classe di materiali “bidimensionali”, costituita cioè da pochi atomi di spessore, per avvolgere un nucleo altamente conduttivo di milioni di fili elettrici di dimensioni nanometriche.

Il nucleo dei dispositivi così ottenuti facilita il rapido trasferimento di elettroni (per caricare e scaricare la batteria). Il rivestimento uniforme garantisce una grande tenuta in termini di energia e potenza. E la “flessibilità” della struttura fa pensare a possibili applicazioni anche nel campo delle tecnologie indossabili.

UN BALZO IN AVANTI. Finora si conoscevano le potenzialità di questi materiali, ma mancava una configurazione adatta a sfruttarle. Per fare un confronto con ciò che si potrebbe fare in futuro, le batterie al litio si possono caricare 1.500 volte prima che inizino a degradarsi, mentre i supercondensatori “tradizionali” consentono qualche migliaio di ricariche.

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75 miliardi di euro per la prevenzione strutturale

E’ la prima volta che un Governo decide di stanziare risorse per opere di prevenzione e infrastrutturazione del Paese.

Si tratta di un fondo pluriennale di 47,5 miliardi: 9,8 per combattere il dissesto idrogeologico, 6,8 per l’edilizia pubblica – nello specifico scolastica, e 7 miliardi per le ricostruzioni pa seguito del sisma del centro Italia e 11,6 miliardi per i bonus sulle ristrutturazioni antisismiche e sull’efficienza energetica.
Un’immensa opera che farà in modo di fare prevenzione a lungo termine.

I fondi destinati alle zone terremotati saranno il volano per la ricostruzione degli immobili pubblici e privati e delle attività produttive.

I bonus ristrutturazione, confermati per i privati, si allargano anche ai condomini, con possibilità di detrarre fino all’85% della spesa per chi aumenta provvede alla sicurezza antisismica e fino al 70% per chi opera interventi di efficientamento energetico.

E’ altresì possibile la cessione del credito d’imposta alla ditta che ha svolto i lavori o ad altro soggetto e il recupero della detrazione in un quinquennio, anziché in dieci anni

Progetto CasaItalia è nato per questo scopo: tutelare il nostro territorio e per far aumentare la sensibilità dei singoli cittadini a problemi così attuali e rilevanti.
Da parte sua il Governo si impegna a sbloccare risorse con una programmazione puntuale e continuativa, incentivando la rigenerazione urbana, energetica e antisismica dei condomini e delle abitazioni.

Inoltre il Consiglio dei Ministri alla fine di fine ottobre aveva approvato i piani di gestione acque e rischi alluvionali: uno strumento pianificatorio essenziale.

Erasmo D’Angelis, a capo della Struttura di Missione #italiasicura ha sottolineato come ci siano state 170 mila vittime sotto le macerie degli ultimi 40 terremoti, dall’inizio del ‘900 ad oggi, e altrettanti 5800 morti nelle devastazioni di frane e alluvioni degli ultimi 40 anni.

Per più di settantanni in Italia si è solo riparato e risarcito danni per un ammontare di 3.5 miliardi l’anno per il dissesto idrogeologico e di 2,5 miliardi l’anno per terremoti, senza aumentare la sicurezza.
Finalmente, per la prima volta, si ha a disposizione alcune risorse per la pianificazione della più importante opera pubblica italiana che consentirà alle aree urbane e ai territori più fragili e danneggiati di giungere ad una maggiore sicurezza e di iniziare a rafforzare il patrimonio abitativo sia privato che pubblico.

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Partite IVA nella Finanziaria 2017: tutte le novità

A partire dal 1° gennaio 2017 ci saranno importanti novità per le Partite Iva: giovani, professionisti e imprese. Le novità si dovrebbero concretizzare con la Legge di Stabilità del 2017.

Obiettivo: semplificazione e riduzione degli adempimenti fiscali e burocratici. Oltre a lotta all’evasione, agevolazioni fiscali, nuovo sistema per il calcolo dei redditi e per la contribuzione obbligatoria.

Fatturazione elettronica

Le prime novità riguarderanno i titolari di Partita IVA che sceglieranno di adottare la fattura elettronica. Prima, l’utilizzo della fatturazione elettronica era vincolante solo nei rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni. Viene meno per i titolari di Partita IVA che decidono di utilizzare la fatturazione elettronica l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate le informazioni rilevanti ai fini Iva. La nuova procedura consiste nell’invio giornaliero per via telematica delle fatture emesse e ricevute e dell’ammontare delle operazioni.

Per chi decide di procedere con la fatturazione elettronica attraverso il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate sono previsti:
esoneri nelle comunicazioni al Fisco,
esoneri per il registro delle fatture e rimborsi Iva più veloci, ovvero entro i tre mesi dalla presentazione della Dichiarazione.

Abolizione degli studi di settore per i professionisti

Gli studi di settore sono uno strumento obsoleto dell’Agenzia delle Entrate per calcolare ricavi e compensi, basato su dati statitistici. L’abolizione c’è per tutti i contribuenti che decidano di avvalersi della fatturazione elettronica.

Incentivi ai giovani

Progetto Invitalia, per i giovani che intendono aprire un’attività imprenditoriale: agevolazioni per i giovani sotto i 35 anni ad aprire nuove attività imprenditoriali con finanziamenti tasso zero.

Riconoscimento legislativo abolizione IRAP 2017

Vale per professionisti, studi professionali, imprenditori senza dipendenti o con un solo dipendente che svolge funzioni esecutive.

Flat tax 2017

Con un’aliquota sul reddito di impresa delle società di capitali, di persone, ditte individuali, professionisti e autonomi uguale per tutti i contribuenti. L’introduzione della Flat tax crea due livelli di tassazione per i titolari di Partita Iva:
– Flat tax proporzionale al reddito (Imposta sul reddito dell’imprenditore: IRI)
– Flat tax con l’aliquota fissa sugli utili lasciati in azienda non distribuiti (questa è da aggiungere all’IRPEF da applicarsi in base a fasce di reddito sugli utili distribuiti).

Però, il Decreto Fiscale nasconde una sorpresa: il carico medio dei nuovi adempimenti per le singole imprese e i singoli professionisti si attesterà sui 480 euro annui nel 2017 e sui 720 a partire dal 2018. In tutto, nel prossimo triennio, i nuovi adempimenti introdotti dal decreto fiscale peseranno 10 miliardi su imprese e professionisti.

 

 

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In arrivo 15,2 miliardi di euro per infrastrutture, ambiente e sviluppo

Presto in Gazzetta la delibera del Cipe che assegna l’ultima tranche del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020

Infrastrutture, efficientamento energetico, mitigazione del rischio idrogeologico, ricerca e sviluppo, rinnovabili nelle aree rurali e valorizzazione delle imprese agricole sono alcune delle iniziative che assorbiranno gli ultimi 15,2 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014 – 2020.

Sta per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Delibera 25/2016 con cui il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha individuato le aree tematiche e gli obiettivi strategici su cui convogliare le risorse.

FSC: 15,2 miliardi in aree tematiche e interventi strategici
I 15,2 miliardi di euro saranno ripartiti in questo modo: 11,5 miliardi alle infrastrutture, 1,9 miliardi all’ambiente, 1,4 allo sviluppo economico, 400 milioni all’agricoltura.

Nel capitolo delle infrastrutture, ci si concentrerà prevalentemente su strade, con più di 6 miliardi di euro disponibili, ferrovie (più di 2 miliardi), metropolitane (1,6 miliardi), rinnovo del materiale del trasporto pubblico (un miliardo), sicurezza del ferro (300 milioni), dighe (294 milioni).

L’area ambiente comprende interventi di efficientamento energetico (95,79 milioni), bonifiche (791,58 milioni), rischio idrogeologico (273,83 milioni), fognature e depurazione (598,44 milioni), infrastrutture verdi (13,85 milioni), rifiuti (126,51 milioni).

Quasi tutte le risorse destinate allo sviluppo economico saranno spese per contratti di sviluppo (950 milioni) e ricerca, sviluppo e innovazione nel settore aerospaziale (350 milioni).

In agricoltura, gli interventi in infrastrutture irrigue, bonifica idraulica, difesa dalle esondazioni, bacini di accumulo e programmi collegati di assistenza tecnica e consulenza assorbiranno 295 milioni di euro. I fondi restanti saranno distribuiti tra uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali e contratti di filiera e di distretto.

FSC: come spendere i 15,2 miliardi
Per spendere queste risorse saranno necessari dei Piani Operativi, che dovranno essere proposti dai Ministeri competenti e approvati dalla cabina di regia Stato – Regioni.

Secondo la delibera del Cipe, saranno finanziabili gli interventi rientranti nei settori infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, rafforzamento della PA.

I contratti per l’affidamento dei lavori dovranno essere stipulati entro il termine ultimo del 31 dicembre 2019. In caso contrario le risorse saranno revocate.

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