Mese: Settembre 2016

Norme Tecniche per le Costruzioni, ecco la nuova bozza

Entro settembre il via libera delle Regioni; pubblicazione in Gazzetta prevista per fine 2016.

È stata trasmessa alla Conferenza Unificata la bozza aggiornata delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni. La prima riunione utile per l’acquisizione dell’intesa è prevista per il 22 settembre.

La bozza diffusa oggi riporta in rosso tutte le modifiche apportate nel corso della procedura di concerto interministeriale, rispetto al testo licenziato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 14 novembre 2014. Fra queste, sono evidenziate in celeste le modifiche richieste dal Dipartimento per la Protezione Civile il 1° giugno 2016.

Il testo fissa i principi da seguire nel progetto, nell’esecuzione e nel collaudo delle costruzioni e le prestazioni che gli edifici devono raggiungere in termini di resistenza meccanica e stabilità. La novità è l’adeguamento antisismico degli edifici esistenti sulla base di standard meno stringenti rispetto a quelli che saranno applicati alle nuove costruzioni.

Dovrebbero dunque essere rispettati i tempi annunciati all’inizio di agosto, che indicavano per la fine del 2016 la pubblicazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC) e della relativa Circolare esplicativa.

L’iter delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni
Le modifiche alle NTC 2008 sono state presentate al CSLLPP il 26 luglio 2013; la discussione della bozza delle nuove NTC è stata avviata nell’ottobre 2014. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha dato il primo via libera alle nuove NTC nel novembre 2014, ma il testo è stato diffuso a marzo 2015.

Successivamente sono stati acquisiti il concerto tra Ministero delle Infrastrutture e Ministero dell’Interno e il parere del Dipartimento della Protezione Civile. Nei prossimi giorni è attesa l’intesa della Conferenza Stato-Regioni e la verifica di coerenza con la normativa in sede europea. Al termine di questi passaggi, le nuove NTC potranno essere pubblicate in Gazzetta Ufficiale.

La Circolare applicativa
Nel frattempo, alla fine del 2014 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha avviato la stesura della circolare applicativa delle nuove NTC. I Componenti della Commissione dovranno far pervenire le loro osservazioni entro il 12 settembre, per poi giungere ad una riunione, probabilmente finale, il 19 settembre.

La previsione del CSLLPP è quella di far uscire il testo definitivo della Circolare congiuntamente alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle Norme Tecniche, entro la fine del 2016.

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Sisma, ecco i danni agli edifici in cemento armato

Nelle foto di ReLUIS: pilastri collassati, nodi trave-pilastro danneggiati, ribaltamenti della tamponatura

Vanno avanti le ricognizioni fotografiche dei danni agli edifici causati dal sisma del 24 agosto. La squadra inviata da ReLUIS, la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica, ha documentato la situazione ad Amatrice (e frazione Scai), Accumoli (e frazioni San Giovanni, Villanova, Illica), Arquata del Tronto (e frazione Pescara del Tronto).

Le foto evidenziano i principali danni e meccanismi individuati negli edifici in cemento armato, acciaio e muratura.

Danneggiamento nodo Trave-Pilastro
Danneggiamento nodo Trave-Pilastro

Collasso con sviluppo piano soffice
Collasso con sviluppo piano soffice

Particolare dei pilastri collassati in corrispondenza del piano soffice
Particolare dei pilastri collassati in corrispondenza del piano soffice

Collasso del nodo pilastro - trave a ginocchio
Collasso del nodo pilastro – trave a ginocchio

Meccanismo di ribaltamento fuori piano della tamponatura
Meccanismo di ribaltamento fuori piano della tamponatura

Particolare ribaltamento fuori piano della tamponatura
Particolare ribaltamento fuori piano della tamponatura

Particolare del danneggiamento del nodo trave - pilastro in assenza di staffe, con espulsione del copriferro
Particolare del danneggiamento del nodo trave – pilastro in assenza di staffe, con espulsione del copriferro

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Terremoto, gli ingegneri sismici spiegano i motivi dei crolli

Consorzio ReLUIS: ‘le accelerazioni orizzontali sono state violentissime proprio per gli edifici bassi e in muratura’

Terminata la fase dei soccorsi e del tragico bilancio delle vittime, per i territori colpiti dal sisma del 24 agosto è tempo di avviare le verifiche di agibilità agli edifici. Tra i tecnici che stanno già collaborando con la Protezione Civile ci sono quelli del Consorzio ReLUIS, la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

Le prime valutazioni del Consorzio ReLUIS
Edoardo Cosenza, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università di Napoli Federico II, e già Presidente del Consorzio ReLUIS, che sta seguendo da vicino le valutazioni dei danni del sisma, ha pubblicato su Facebook i primi risultati dei sopralluoghi:

Domanda: Perché ad Amatrice vi sono stati danni così estesi?
Risposta: Perché vi sono state accelerazioni orizzontali e dunque azioni sismiche violentissime per strutture con periodo di vibrazione 0,2-0,3 secondi e quindi proprio per gli edifici bassi e in muratura di Amatrice. Certamente non progettati, tanti anni fa, con criteri sismici.

D: Perché l’edificio più alto di Amatrice (Foto 1) è rimasto in piedi?
R: Perché era più alto e in cemento armato. Quindi più deformabile e con periodo proprio più alto. A cui sono corrisposte accelerazioni e forze sismiche molto più basse. Stessa identica cosa per il campanile di Amatrice (Foto 2).

“Quindi – viene chiesto in un commento – se l’edificio rosso fosse stato più basso, e quindi con un minor periodo, probabilmente avrebbe subito danni maggiori?”. “Senza dubbio” – risponde Edoardo Cosenza.

D: Perché a Norcia, anche essa vicina all’epicentro, non vi sono stati danni molto rilevanti?
R: È stato uno straordinario successo dell’ingegneria e delle tecniche di rinforzo usate dopo i danni del terremoto del 1997. Le accelerazioni le corrispondenti forze sono state sbalorditivamente alte per alcune strutture, forze orizzontali prossime a due volte il peso.

Le analisi preliminari dell’ITC-CNR
“Le immagini mostrano danneggiamenti disuniformi – spiega il Prof. ing. Antonio Occhiuzzi, Direttore dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ITC-CNR): edifici crollati di fianco a costruzioni apparentemente integre (comunque non crollate), circostanza che i parametri geofisici, come la magnitudo dell’evento sismico, non sono in grado di spiegare”.

I risultati delle analisi condotte dai ricercatori di ITC-CNR, insieme al consorzio ReLUIS, all’Università di Napoli Federico II e all’INGV, a meno di 48 ore dall’evento “mostrano che il massimo contenuto energetico del moto sismico è corrisposto in molti casi ad un intervallo di frequenze compreso tra 5 e 10 Hz (o equivalentemente ad un periodo compreso tra 0,1 e 0,2 secondi)”.

“Poiché in prima approssimazione il periodo naturale di vibrazione degli edifici in muratura è stimabile nella decima parte del numero dei piani, il moto sismico ha prodotto i suoi maggiori effetti su edifici di uno o due piani (con periodi di vibrazione compresi tra 0,1 e 0,2 secondi), che, sulla scorta degli spettri di risposta mostrati nelle analisi, hanno subito accelerazioni orizzontali fortissime, in alcuni casi superiori all’accelerazione di gravità”.

“Tali circostanze, combinate, risultano fatali per edifici in muratura di 1-2 piani non costruiti secondo criteri antisismici – spiega ancora Antonio Occhiuzzi -, mentre gli effetti del sisma sono stati di uno o più ordini di grandezza inferiori per edifici più alti. Alla luce di tali considerazioni, le drammatiche fotografie riportate dalla stampa diventano più comprensibili”.

“È di rilievo anche osservare – conclude Occhiuzzi – che le azioni sismiche indicate dalla normativa vigente per i luoghi colpiti dal sisma prevedono quasi esattamente le azioni sismiche effettivamente misurate”.

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