Mese: Aprile 2016

LA LISTA NERA DEI CIBI PIÙ CONTAMINATI

PRIMO IL BROCCOLO CINESE, ECCO TUTTI GLI ALTRI …

La Coldiretti di Napoli ha presentato oggi la lista nera dei cibi più contaminati e quindi altamente sconsigliati.
Il primato va ai broccoli cinesi con la quasi totalità dei campioni risultati irregolari (il 92%) per la presenza di residui chimici. A seguire, nella speciale classifica, c’è il prezzemolo del Vietnam con il 78% di irregolarità rilevate e il basilico dall’India, fuori norma in ben sei casi su dieci. La «Black list dei cibi più contaminati» è stata redatta sulla base delle analisi condotte dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa ed è stata presentata al Palabarbuto di Napoli in occasione della mobilitazione promossa da Coldiretti con migliaia di agricoltori italiani scesi in piazza con i propri trattori a difesa della dieta mediterranea e contro le speculazioni low cost.
La conquista della vetta della classifica da parte della Cina non è un caso poiché il gigante asiatico anche nel 2015 ha conquistato il primato dell’Ue nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (il 15%) – precisa la Coldiretti – hanno riguardato il gigante asiatico che in Italia nello stesso anno ha praticamente quintuplicato (+379%) le esportazioni di concentrato di pomodoro che hanno raggiunto circa 67 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. Se nella maggioranza dei broccoli cinesi è stata trovata la presenza in eccesso di Acetamiprid, Chlorfenapyr, Carbendazim, Flusilazole e Pyridaben, nel prezzemolo vietnamita – sottolinea la Coldiretti – i problemi derivano da sostanze come Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide mentre il basilico indiano contiene Carbendazim che è vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno.
Nella classifica dei prodotti più contaminati elaborata alla Coldiretti ci sono però anche le melagrane dall’Egitto che superano i limiti in un caso su tre (33%), ma fuori norma dal Paese africano sono anche l’11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano peraltro in Italia grazie alle agevolazioni sull’importazione concesse dall’Unione Europea. Con una presenza di residui chimici irregolari del 21% i pericoli – continua la Coldiretti – vengono anche dal peperoncino della Thailandia e dai piselli del Kenia contaminati in un caso su dieci. I problemi riguardano anche la frutta dal Sud America come i meloni e i cocomeri importati dalla Repubblica Dominicana che sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di Spinosad e Cypermethrin.
È risultato irregolare – sottolinea la Coldiretti – il 15% della menta del Marocco, un altro Paese a cui sono state concesse agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali. L’accordo con il Marocco – precisa – è fortemente contestato dai produttori agricoli proprio perché nel Paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa. L’agricoltura italiana – conclude – è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

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Senza Durc i lavori non partono

Ministero del Lavoro: l’irregolarità contributiva impedisce il rilascio del documento e fa scattare la sospensione del titolo abilitativo.

Niente Durc, niente lavori. Rispondendo a un interpello del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), il Ministero del Lavoro ha spiegato cosa accade quando non è possibile accertare la regolarità contributiva delle imprese o dei lavoratori autonomi.

Il CNI aveva chiesto un’interpretazione dell’articolo 90, commi 9 e 10, del Decreto Legislativo 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare se fosse possibile effettuare i lavori nel caso in cui il Comune avesse acquisito un Durc irregolare e se l’irregolarità potesse provocare la sospensione del titolo abilitativo.

Regolarità contributiva e Durc online
Il Ministero del Lavoro ha sottolineato che, con l’avvento del Durc online, introdotto dal DM 30 gennaio 2015, il Durc irregolare non esiste, o meglio, l’irregolarità implica il mancato rilascio del Durc.

Nel sistema online, infatti, se le verifiche non danno esiti positivi è prevista una procedura di regolarizzazione. Solo dopo il completamento di questo step può essere rilasciato il Durc.

Il Ministero ha anche ricordato, con un excursus sulla normativa in vigore, che nei lavori privati è il committente che deve chiedere il Durc a imprese e lavoratori autonomi per verificare la loro idoneità tecnico professionale, ma non deve più trasmetterlo all’Amministrazione che rilascia il titolo abilitativo. Al contrario, nei lavori pubblici il Documento di regolarità contributiva deve essere acquisito d’ufficio.

Durc e sospensione del titolo abilitativo
L’interpello ha infine chiarito che la mancata regolarità contributiva, che come spiegato significa assenza del Durc, fa scattare la sospensione del titolo abilitativo. Questo vuol dire che i lavori non possono essere effettuati e il cantiere non parte.

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Il cemento continuerà a essere un protagonista dell’architettura contemporanea

Il cemento continuerà a essere un protagonista dell’architettura contemporanea. L’innovazione applicata a questo materiale da costruzione utilizzato già in epoca romana, consentirà di sfruttarlo in diversi modi nel prossimo futuro.

Ne è convinta l’architetto Odile Decq, intervistata in occasione della quarta edizione dell’arcVision Prize: il premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi a cui l’archistar ha partecipato come giurata.

Ancora una volta si può cominciare a sognare, perché il cemento si può usare in molteplici modi – ha spiegato l’architetto francese – contrariamente a quanto accadeva in passato con la corrente architettonica del Brutalismo e l’uso del cemento grezzo.

Questo, secondo l’archistar, è merito delle innovazioni a cui sono arrivate le aziende più all’avanguardia nel settore che hanno investito nella ricerca. «Il cemento biodinamico, il trasparente, il fotocatalitico e quello illuminato … da quattro anni vado regolarmente all’i.lab (il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi Group a Bergamo ndr) e scopro sempre cose nuove – afferma – tutte innovazioni da offrire a ingegneri e architetti e questo è assolutamente unico.

Uno dei temi sul tavolo degli urbanisti di oggi è capire quale sia il ruolo dell’architettura come traino per la riqualificazione delle aree urbane costruite, invece che per il consumo di suolo.

Un esempio calzante è il progetto dell’area di Porta Nuova realizzato a Milano. «L’architettura è anche uno strumento economico per rivitalizzare un territorio e dare nuova vita alle aree urbane – ha risposto – è successo anche a me con il Macro a Roma». Urbanisti e architetti che oggi sono chiamati a risolvere problemi legati a improvvise emergenze sociali come quella di costruire abitazioni per i migranti che arrivano in Europa.

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Svolta WhatsApp, cripterà chat e telefonate

Fondatore Jan Koum, “Sforzi per indebolire cifratura espongono dati persone”

In pieno braccio di ferro Apple-Fbi per l’accesso ai dati dell’iPhone del killer di San Bernardino, WhatsApp annuncia una importante svolta in chiave privacy e sicurezza: tutti i messaggi e le chiamate vocali che passeranno sulla sua piattaforma saranno automaticamente criptati.

Garantendo così una protezione maggiore per il suo miliardo di utenti nel mondo, sulla scia di quanto già fanno servizi di chat come Telegram. Lo annuncia con un post su Facebook Jan Koum, fondatore della piattaforma di proprietà del social network in blu.

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Etichetta energetica, arriva la guida per gli elettrodomestici

Migliaia di negozi saranno informati sulla normativa grazie alla collaborazione tra Legambiente e le associazioni di categoria AIRES, ANCRA e NETCOMM.

“Mai più elettrodomestici senza etichetta energetica”. Questa è la promessa che fanno oggi Legambiente e AIRES, ANCRA e NETCOMM, tre associazioni di categoria. Dopo i risultati del progetto Marketwatch sull’efficienza degli elettrodomestici, è saltato subito all’occhio che informazione e comunicazione devono essere migliorate. Ecco perché grazie a un nuovo accordo tra i quattro, migliaia di negozi specializzati nella vendita di elettrodomestici riceveranno, infatti, a breve una guida dettagliata sulla corretta applicazione delle direttive Etichetta energetica ed Ecodesign, le due principali norme che riguardano il risparmio energetico finale e che coinvolgono il settore degli elettrodomestici.

Secondo l’indagine condotta negli ultimi tre anni per testare i consumi reali degli apparecchi elettronici, un prodotto su 5 risulta non conforme alle leggi europee. Secondo le stime, questa applicazione a macchia di leopardo della normativa ci sta facendo perdere oltre 10 miliardi di euro ogni anno. Eppure, ricorda Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente “le direttive Ecodesign ed Etichetta energetica, se ben attuate, sono un grande motore per l’innovazione ambientale e uno strumento di risparmio straordinario. Già oggi fanno risparmiare centinaia di euro in bolletta a ogni famiglia europea e, con le recenti modifiche, la stima è di abbassare le bollette energetiche di circa 465 euro al 2020. In termini di taglio alle emissioni è come se spegnessimo 200 centrali elettriche di piccola taglia”.

Grazie alla nuova iniziativa 1500 superfici di vendita nel nostro paese verranno raggiunte da questo manuale, strumento utile per migliorare la già buona performance di applicazione che si ha mediamente in Italia. “Il continuo aggiornamento della norma – aggiunge Davide Rossi, direttore generale di Aires Confcommercio– e qualche difficoltà di interpretazione, infatti, a volte rendono difficile un’applicazione immediata e puntuale. Con questo strumento riusciremo a migliorare ulteriormente il contributo del settore della distribuzione al risparmio energetico nel nostro paese”.

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Compensi dei professionisti, Zambrano: ‘parametri anche per gli incarichi privati’

Dopo l’abolizione delle tariffe gli Ingegneri lamentano la mancanza di punti di riferimento in grado di tutelare la qualità dei servizi

Fissare parametri e corrispettivi economici di riferimento anche negli incarichi privati. È la richiesta con cui il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri (CNI), Armando Zambrano, ha commentato la decisione dell’Antitrust di multare il tentativo di reintroduzione delle tariffe fatto dagli avvocati.

Non si tratta di un ritorno alle tariffe, ha specificato il presidente Zambrano in una nota diramata nei giorni scorsi, ma dell’introduzione di “standard di prestazione e di corrispettivi economici”. Anche se una recente indagine del CNI ha rivelato che l’86% dei professionisti vuole tornare ad avere tariffe di riferimento, Armando Zambrano ha preso atto “dell’opposizione anche ideologica a questa ipotesi”, a suo avviso
“basata su un contestabile principio di libera concorrenza”.

Tariffe e Compensi nel mercato privato
Secondo Armando Zambrano, i professionisti hanno un problema nel mercato privato. Nel settore pubblico, infatti, la normativa esistente consente di stabilire un corretto rapporto tra l’attività professionale prestata e il suo valore economico.

Questo perché, dopo la riforma delle professioni e l’abolizione delle tariffe, il Decreto “parametri” (DM 143/2013) ha stabilito le modalità con cui determinare i compensi da porre a base di gara nelle procedure per l’affidamento degli incarichi di progettazione.

“Nel settore privato invece – si legge nella nota – l’abolizione delle tariffe ci ha privati di punti di riferimento. In tal senso è necessario un intervento e noi professionisti tecnici siamo pronti a fare la nostra parte”.

Per risolvere questo problema senza proporre la reintroduzione delle tariffe, Armando Zambrano propone la definizione di standard di prestazione e di corrispettivi economici, in modo da orientare e garantire adeguatamente la committenza privata che spesso non ha cognizione del valore e dell’impegno richiesto per effettuare un servizio attinente all’ingegneria e all’architettura.

In questo modo, sostiene Zambrano, da una parte sarebbe assicurata la qualità del servizio e un compenso adeguato al tipo di prestazione e dall’altra, sulla base dell’esperienza già maturata nel settore pubblico, verrebbe garantito il rispetto della concorrenza e del principio di parità di trattamento.

Ritorno alle tariffe, strada sbarrata
Il commento del CNI prende le mosse dalla decisione dell’Antitrust di multare per un milione di euro il Consiglio nazionale forense per aver aggirato l’abolizione delle tariffe reintroducendo dei compensi minimi vincolanti.

Nel 2014 il CNF aveva stabilito, con una circolare, che gli accordi tra le parti non potevano giungere ad un compenso inferiore al minimo tariffario perché così non sarebbero stati rispettati né il Codice deontologico né la dignità del professionista.

L’Antitrust aveva quindi sanzionato il CNF sostenendo che aveva limitato l’autonomia dei professionisti rispetto alla determinazione del proprio compenso.

Una decisione prima ridimensionata dal Tar, che aveva dimezzato l’importo della multa, ma poi confermata dal Consiglio di Stato, che nei giorni scorsi con la sentenza 1164/2016 ha confermato la sanzione di un milione di euro per la violazione delle regole sulla concorrenza.

Fermo restando il divieto di tornare alle tariffe minime e di tutelare la concorrenza, il CNI ha però chiesto dei parametri che garantiscano la qualità nel settore privato ed evitino deprezzamenti eccessivi delle attività svolte.

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Apple compie 40 anni, dal garage al duello con Fbi

Ha rivoluzionato il mondo dei computer, ha cambiato il modo in cui ascoltiamo musica, usiamo il telefonino o leggiamo il giornale, ha fatto tendenza col motto “Think Different”: Apple compie 40 anni con un percorso da gigante che, partito da un garage californiano, l’ha portata a diventare regina della Silicon Valley e oggi paladina della privacy in un braccio di ferro con l’Fbi destinato a fare storia.

Il primo aprile 1976 Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne fondano in un garage di Los Altos la Apple Computers, piccola compagnia che a distanza di quattro decenni sarebbe diventata la più grande azienda del mondo per valore di mercato, il cui scettro solo da pochissimo le è stato scippato dalla rivale Alphabet (società “ombrello” cui fa capo Google).

Il primo computer, l’Apple I, vede la luce l’1 aprile del 1977. Nel 1980 la società si quota in Borsa e il vero successo arriva nel 1984: il 24 gennaio viene lanciato il Macintosh, un apparecchio tuttora esposto al MoMa di New York. A ricordare i prodotti e gli slogan che hanno scandito l’evoluzione della Mela Morsicata un video a ritmo psichedelico intitolato “40 anni in 40 secondi” proiettato da Apple la settimana scorsa nell’evento per il lancio dell’iPhone SE.
Quattro decenni scanditi da molti successi – come il primo computer personale, l’Apple II, l’iPod e la rivoluzione iPhone e iPad – fino all’ultimo grande traguardo: un miliardo di dispositivi Apple attivi in tutto il mondo. Ma i “flop” non sono mancati: il primo portatile Lisa o il palmare Newton, quest’ultimo troppo in anticipo sui tempi nel “lontano” 1993. Una storia andata di pari passo a quella del suo genio indiscusso, Steve Jobs: dopo il momento d’oro iniziale la rottura nel 1985 e poi il rientro trionfale in Apple nel 1996. Un momento in cui i profitti dell’azienda sono alle stelle anche grazie al suo carisma. Strappato al suo periodo più creativo da un tumore al pancreas, nel 2011, con la morte di Jobs si chiude un’epoca anche per la Mela Morsicata.

Il primo nuovo prodotto dell’era firmata Tim Cook arriva solo qualche anno dopo, a fine 2014, con il sipario che si alza sull’Apple Watch. Il dichiarato obiettivo è inaugurare “un nuovo capitolo” della storia della compagnia. Sul piano di prodotti e servizi le sfide odierne si giocano proprio sul terreno della tecnologia indossabile, ma anche dei servizi come i pagamenti “mobile”, lo streaming, l’editoria. E secondo “rumors” anche della realtà virtuale e delle vetture elettriche. Cupertino ha iniziato a diversificare parecchio la sua offerta: anche se è una compagnia che vale oltre 700 miliardi di dollari l’ultima trimestrale ha acceso un campanello d’allarme dovuto al rallentamento delle vendite degli iPhone, da sempre il gioiello di casa. Di fatto il prodotto che ha consentito alla Apple di uscire da un mercato di nicchia per diventare fenomeno globale.

In 40 anni Apple ha combattuto battaglie legali importanti, dalle guerre per i brevetti ai contenziosi col fisco. L’ultimo braccio di ferro con l’Fbi, su privacy e informazioni criptate dell’iPhone del killer di San Bernardino. Una vicenda sulla quale, nonostante lo sblocco del dispositivo effettuato dalle autorità, la parola “fine” è ancora da scrivere.

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Legge sulle Professioni tecniche: suddivise le competenze, stop alle sovrapposizioni, Ok alle tariffe

Presentato un progetto di legge per il riordinamento delle professioni tecniche, che tenga conto della Direttiva UE in materia di Professioni Regolamentate, e del Jobs Act in discussione alle camere.

Ecco la sintesi delle novità più importanti:
Professionisti non laureati: (Geometri, Periti) la competenza esclusiva sulla normativa amministrativa (pratiche edili, catasto, urbanistica, …).
Professionisti con laurea triennale: non potranno più operare come liberi professionisti, mentre sarà favorito il loro inquadramento nell’ambito dei lavoratori dipendenti, per favorirne il riconoscimento e la valorizzazione.
In ambito edile e civile la Progettazione e la Direzione Lavori – ristrutturazione e nuovi lavori – dovranno prevedere sempre la presenza di due figure che avranno delle competenze esclusive: ingegnere: per la parte energia (quindi anche efficientemente energetico), strutturale, impiantistica e geotecnica – architetto: rilievo, progettazione architettonica.
La figura del responsabile di cantiere sarò riservata ai geometri con almeno 10 anni di attività (albo speciale).
Agli agronomi l’esclusiva sulla paesaggistica.
In sostanza gli architetti non potranno più firmare i calcoli strutturali o la progettazione di interventi energetici (o la certificazione energetica), perchè sarà riservato agli ingegneri. Ai Geometri è riservata un’attività più normativa. Sorpresa per il passaggio agli agronomi della parte paesagistica. Per gli edifici vincolati il coordinamento progettuale degli interventi di recupero e conservazione va agli architetti, ma deve essere prevista la presenza di un ingegnere per la parte statica.
Per gli altri settori industriali si evidenzia la parte dedicata all’ICT: ogni sito, ogni banca data, ogni sistema digitale dovrà avere un responsabile delle security che sia un ingegnere iscritto all’ordine. Tutti i professionisti tecnici dipendenti nella PA che si occupano di progettazione, direzione lavori, collaudo dovranno essere iscritti all’ordine.
Prevista anche la fusione tra matematici, chimici e fisici.il riordino consentirà di poter tornare alle tariffe minime professionali.
Sintetico il commento di Armando Zambrano, coordinatore della Rete delle professioni: “Finalmente si fa chiarezza: e la rete delle professioni dovrà assorbire i consigli. Fondamentale tornare alle tariffe.”

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