Mese: Marzo 2016

Elettrodomestici efficienti: 1 su 5 bara

Testati per 3 anni gli elettrodomestici venduti sul mercato europeo per verificare il rispetto della normativa UE. Molti prodotti non mantengono le promesse fatte sull’etichetta

Tre anni di indagini e analisi passando al vaglio tutti i tipo di elettrodomestici sospetti venduti all’interno dell’Unione Europea: quella compiuta dal progetto MarketWatch è stata un’impresa non indifferente. L’iniziativa, portata avanti da un consorzio di associazioni ambientaliste e consumeriste europee, tra cui Legambiente e Movimento di difesa del cittadino, aveva come obiettivo di verificare l’aderenza di prodotti come frigoriferi, lavastoviglie e lampadine alla celebre direttiva sull’Ecodesign che norma gli standard d’efficienza energetica. Ma soprattutto voleva capire se le informazioni riportate sull’etichetta energetica, elemento imprescindibile per i consumatori, fossero reali o meno. Il risultato? Un prodotto su cinque risulta, in un modo o nell’altro, fuorilegge.

E’ bene precisare che MarketWatch ha fatto una selezione di categorie di prodotti e di modelli sospetti (95 in tutto) e poi ha affidato il compito di testarli a laboratori indipendenti, seguendo le metodologie ufficiali accreditate dall’UE. Questo significa che i risultati non costituiscono la statistica reale, dal momento che alcuni prodotti potrebbero esser “scampati” all’indagine.

I test hanno trovato non solo che alcuni elettrodomestici non rispettano la direttiva ma che addirittura consumano “in modo occulto”: per esempio, è stato scoperto un aspirapolvere che consuma il 57% di energia in più rispetto a quanto dichiarato e un frigo che ne consuma il 30% in più. Oppure una lavastoviglie che ha bisogno di due cicli di lavaggio per lavare bene i piatti e una lampadina a LED che fa il 20% di luce in meno rispetto a quanto riportato in etichetta.

“Chi compra questi prodotti, tutti acquistabili online in Italia e molti anche nei negozi convenzionali, pensa di acquistare un prodotto efficiente, invece viene deluso – dichiara Davide Sabbadin, responsabile efficienza energetica di Legambiente. Gli esperti stimano che oltre 10 miliardi di euro di risparmio energetico vada perso ogni anno a causa dei produttori e dei rivenditori di elettrodomestici che non seguono le norme europee sull’efficienza.

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Politecnico di Bari, chiude Ingegneria edile e architettura.

Gli studenti: “Un colpo di mano” La decisione presa dal Senato accademico. Protesta l’associazione universitaria Link: “Abbiamo avvertito noi il coordinatore del corso e gli altri docenti”.

Addio al corso di Ingegneria edile e architettura. Il Politecnico di Bari dopo due anni di discussioni ha deciso di disattivare il corso di laurea, visto anche il calo importante del numero di iscritti. Il provvedimento è stato preso in una seduta del Senato accademico, con la piena maggioranza: solo un’astensione e i voti contrari della componente studentesca.

Gli studenti non hanno intenzione però di rassegnarsi: il sindacato Link ha diffuso una nota in cui denuncia l’accaduto e annuncia proteste: “È stato un colpo di mano”, dichiarano gli universitari. “Con l’elezione del nuovo direttore di dipartimento, il professor Giorgio Rocco, e l’insediamento del nuovo coordinatore del corso di laurea, il professor Pietro Stefanizzi, pensavamo che la situazione potesse finalmente risolversi con la collaborazione e l’interazione tra settori scientifico disciplinari che un corso di laurea in Ingegneria edile e architettura deve avere e come il nome stesso suggerisce – spiega Raffaele Blasi, rappresentante di corso degli studenti – Manca ed è sempre mancata la volontà di risolvere i problemi”.

I ragazzi denunciano l’unilateralità della decisione del senato accademico. “Presa senza chiedere il parere del Dipartimento a cui il corso afferisce, senza discutere delle alternative, senza badare alle sorti degli studenti iscritti. Abbiamo avvertito noi il coordinatore del corso di laurea e gli altri docenti di quanto accaduto”. Gli universitari di Link hanno convocato un’assemblea per lunedì 14 marzo alle 13,30 di fronte al dipartimento di Architettura all’interno del campus.

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Energia elettrica dai pomodori imperfetti

Ricercatori dimostrano uso in pile a combustibile biologiche

ROMA – Pomodori imperfetti, ammaccati o guasti e per questo inadatti a finire sugli scaffali dei negozi, possono trovare nuova vita come fonte di energia. L’idea è di un team di ricercatori statunitensi, che al 251/mo meeting annuale dell’American Chemical Society ha presentato un progetto pilota in cui i pomodori danneggiati vengono impiegati in pile a combustibile biologiche.

L’esperimento si è svolto in Florida, dove la materia prima non manca: ogni anno vengono scartate 396 mila tonnellate di pomodori, che finiscono nelle discariche generando metano – un potente gas serra – o nei corpi idrici, creando un problema di trattamento delle acque.

Gli studiosi hanno sviluppato una cella elettrochimica microbiologica in grado di sfruttare i rifiuti di pomodoro per generare corrente elettrica. Le celle elettrochimiche, spiegano, utilizzano i batteri per scomporre e ossidare il materiale organico nei pomodori difettosi. Il processo ossidativo, innescato dai batteri, rilascia elettroni che vengono catturati nella pila a combustibile e diventano una fonte di elettricità.

Al momento la resa non è elevata: 10 milligrammi di pomodoro generano 0,3 watt di elettricità. I ricercatori si dicono tuttavia convinti che con ulteriori ricerche l’output energetico potrebbe aumentare di diversi ordini di grandezza. Ottimizzando le celle a combustibile, dicono, i pomodori scartati ogni anno in Florida basterebbero a soddisfare i consumi elettrici del parco giochi Disney World per 90 giorni.

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Clima: nuovo record a febbraio, è stato il più caldo di sempre

Termometro globale a 1,35 gradi sopra media. Esperto,è emergenza

Quello appena trascorso è stato il febbraio più caldo mai registrato sulla Terra dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati. Il febbraio 2016, stando ai dati della Nasa, ha stracciato nettamente i record precedenti di scostamento dalla temperatura media, segnando 1,35 gradi in più rispetto alla media del termometro tra il 1951 e il 1980. Il primato precedente era del gennaio scorso, con 1,14 gradi sopra la media.

Si tratta del quinto mese in assoluto in cui la temperatura della superficie terrestre ha superato di più di un grado la media. Oltre a gennaio e febbraio 2016, era accaduto in ottobre (+1.06 gradi) novembre (+1.03) e dicembre (+1,10) 2015. “Siamo in una sorta di emergenza climatica”, ha dichiarato Stefan Rahmstorf del Potsdam Institute alla stampa australiana commentando i dati della Nasa. “È davvero stupefacente e assolutamente senza precedenti”.

Stando a quanto comunicato nei giorni scorsi dalla Noaa, l’agenzia Usa per la meteorologia, a febbraio la concentrazione media di CO2 in atmosfera ha raggiunto le 402,54 parti per milione. “I livelli di anidride carbonica stanno crescendo più velocemente di quanto abbiano fatto in centinaia di migliaia di anni”, ha detto Pieter Tans della Noaa. Per il National Snow and Ice Data Center statunitense, il mese scorso il ghiaccio marino artico si estendeva per 14,22 milioni di km quadrati, la più bassa estensione mai registrata in febbraio dai satelliti.

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‘Nel Mar Piccolo rifiuti di ogni genere’

Sopralluogo a Taranto Commissione bicamerale inchiesta

Nei fondali del mar Piccolo di Taranto c’è di tutto. Dalle carcasse di auto a rifiuti di ogni genere e materiale di scarico. E’ quanto emerso questa mattina nel corso del sopralluogo della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e i reati ambientali in visita ieri e oggi a Taranto. Sono stati visionati filmati realizzati dalla Marina Militare. L’attività condotta nel Mar Piccolo da squadre formate da 6 a 11 operatori del GOS (Gruppo Operativo Subacquei) di Comsubin (Comando Subacquei e Incursori) si è basata anche sui precedenti rilievi effettuati da un team congiunto composto da ricercatori, strumenti e mezzi messi a disposizione dall’Università di Bari, dal CNR e dall’Istituto Idrografico della Marina. Per i rilievi sono stati impiegati un side scan sonar, che permette di avere una rappresentazione tridimensionale del fondale marino, un magnetometro, per la misura del campo magnetico prodotto dai materiali ferrosi sul fondo e un sub bottom profiler, impiegato per visualizzare le strutture dei sedimenti sul fondo del mare.

Ad accompagnare i rappresentanti della Commissione presieduta da Alessandro Bratti, a cui sono state mostrate le immagini dei fondali, c’erano il Commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli e il presidente del Polo Tecnologico Scientifico ‘Magna Grecia’, Angelo Tursi, che hanno spiegato le tecniche di indagine e le ipotesi di bonifica allo studio. La Commissione si è poi spostata nell’area dell’ex deposito Cemerad di Statte, dove sono stoccati 13mila fusti di rifiuti speciali e 3.500 ancora radioattivi. Ieri i parlamentari sono stati impegnati in Prefettura per una serie di audizioni.
L’associazione Legambiente ha consegnato un dossier sul mar Piccolo

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Il nuovo Codice degli appalti e delle concessioni è stato approvato

E’ stato approvato dal Governo il decreto legislativo che riordina la disciplina sui contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo di attuazione delle direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori speciali dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché sul riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

Il nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione” contiene criteri di semplificazione, snellimento, riduzione delle norme e non prevede un regolamento di esecuzione e di attuazione bensì l’emanazione di linee guida, quale strumento di indirizzo generale. Ecco cosa prevede punto per punto.

Qualità del progetto

Sono previsti tre livelli di progettazione: il nuovo progetto di fattibilità tecnica ed economica, il progetto definitivo ed il progetto esecutivo, che viene posto a base di gara. Il Progetto di fattibilità tecnica deve assicurare il soddisfacimento dei fabbisogni della collettività, la qualità architettonica e tecnico-funzionale dell’opera, un limitato consumo del suolo, il rispetto dei vincoli idrogeologici sismici e forestali e l’efficientamento energetico, e sarà redatto sulla base di indagini geologiche e geognostiche, di verifiche preventive dell’assetto archeologico, per individuare il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività.

Scelta del contraente

Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (che coniuga offerta economica e offerta tecnica) diventa il criterio di aggiudicazione preferenziale, obbligatorio per i servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica e per quei servizi in cui è fondamentale l’apporto di manodopera nei settori in cui prevale l’esigenza di qualità o di tutela dei lavoratori. Il criterio del massimo ribasso è superato.

La qualificazione è richiesta sia agli operatori economici, per i quali è prevista una specifica disciplina, sia alle stazioni appaltanti, secondo standard predefiniti e sistemi premianti che consentono, progressivamente, di appaltare opere, lavori e servizi più costosi e complessi.

Legalità e Anac

L’Anac è chiamata ad adottare atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, fornendo costante supporto nell’interpretazione e nell’applicazione del Codice. Viene favorita l’indipendenza delle commissioni giudicatrici, con la scelta dei componenti delle commissioni da un albo detenuto dall’Anac.

La disciplina delle concessioni

È prevista una disciplina unitaria per le concessioni di lavori, servizi e forniture, chiarendo che le concessioni sono contratti di durata, caratterizzati dal rischio operativo in capo al concessionario in caso di mancato ritorno economico dell’investimento effettuato. Si prevede inoltre, che i soggetti privati, titolari di concessioni di lavori o di servizi pubblici, già in essere alla data di entrata in vigore del codice, non affidate con la formula della finanza di progetto o con procedure di gara ad evidenza pubblica, siano obbligati ad affidare una quota pari all’80% dei contratti di importo superiore a 150.000 euro mediante le procedure ad evidenza pubblica. Le concessioni già in essere si adeguano entro 24 mesi dall’entrata in vigore del Codice. La verifica è effettuata dall’Anac e dai soggetti preposti, secondo le indicazioni delle linee guida Anac.

Il sistema delle garanzie

Il Codice prevede una nuova disciplina del sistema delle garanzie. La vecchia garanzia globale è eliminata e sostituita da due diverse garanzie, rilasciate contestualmente: la garanzia definitiva, senza possibilità di svincolo, che permane fino alla conclusione dell’opera e la garanzia extracosti che copre il costo del nuovo affidamento in tutti i casi in cui l’affidatario viene meno e il maggior costo che viene praticato dal subentrante.

Le procedure di gara

È introdotto il Documento di gara unico europeo, che consentirà un’immediata apertura della concorrenza europea. È previsto il graduale passaggio a procedure interamente gestite in maniera digitale, con conseguente riduzione degli oneri amministrativi. Si prevede infatti il ricorso generalizzato ai mezzi elettronici di comunicazione ed informazione, la pubblicità di tutte le fasi della gara, che si affianca alla pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara. Le banche dati sono ridotte a due: quella presso l’Anac per l’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo e quella presso il Mit sui requisiti generali di qualificazione degli operatori economici.

Partenariato pubblico privato

Viene disciplinato l’istituto del “Partenariato pubblico privato” (Ppp) come disciplina generale autonoma e a sé stante , quale forma di sinergia tra poteri pubblici e privati per il finanziamento, la realizzazione o la gestione costruire delle infrastrutture o dei servizi pubblici, affinché l’amministrazione possa disporre di maggiori risorse e acquisire soluzioni innovative. Si prevede che i ricavi di gestione dell’operatore economico possano provenire dal canone riconosciuto dall’ente concedente, ma anche da altre forme di contropartita economica, come l’introito diretto della gestione del servizio ad utenza esterna. Nell’ambito del PPP rientrano gli “interventi di sussidiarietà orizzontale”, ossia la partecipazione della società civile alla cura di aree pubbliche o alla valorizzazione di aree e beni immobili inutilizzati mediante iniziative culturali, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale. È disciplinato anche il “baratto amministrativo” per la realizzazione di opere di interesse della cittadinanza, con finalità sociali e culturali, a cura di gruppi di cittadini organizzati, senza oneri per l’ente.

Applicazione e programmazione delle opere

Il Codice non prevede deroghe alla sua applicazione, ad eccezione dei settori esclusi esplicitamente dalla direttiva e dei casi di somma urgenza, nei quali si prevede che si possa disporre l’immediata esecuzione dei lavori entro 200.000 euro per rimuovere il pregiudizio alla pubblica incolumità.

Con l’eliminazione del ricorso a procedure straordinarie, si prevede il superamento della Legge Obiettivo riconducendo la pianificazione e la programmazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari allo sviluppo del Paese, agli strumenti ordinari quali il Piano generale dei trasporti e della logistica triennale e il Documento pluriennale di pianificazione (Dpp).

General contractor e albi per direttori lavori e collaudatori

Per giustificare il ricorso al contraente generale, la stazione appaltante dovrà fornire un’adeguata motivazione, in base a complessità, qualità, sicurezza ed economicità dell’opera. È vietato per il general contractor esercitare il ruolo di direttore dei lavori. È eliminata la possibilità di ricorrere alla procedura ristretta e a base di gara sarà posto il progetto definitivo e non più il preliminare. Il sistema di qualificazione viene attribuito all’Anac e Viene creato presso il Mit un apposito albo nazionale cui devono essere obbligatoriamente iscritti i soggetti che possono ricoprire gli incarichi di direttore dei lavori e di collaudatore negli appalti pubblici aggiudicati con la formula del contraente generale.

Contenzioso amministrativo e rimedi alternativi

Per garantire l’efficacia e la celerità delle procedure di aggiudicazione e tempi certi nella esecuzione dei contratti viene introdotto un rito speciale in camera di consiglio del Tar. In particolare si prevede che i vizi relativi alla composizione della commissione di gara, all’esclusione dalla gara per carenza dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico professionali sono considerati immediatamente lesivi e sono ricorribili innanzi al Tar entro trenta giorni dalla pubblicazione della composizione della commissione o dell’elenco degli esclusi e degli ammessi. L’omessa impugnazione di tali provvedimenti preclude la facoltà di far valere l’illegittimità nei successivi atti della procedura di gara anche con ricorso incidentale.

Sono poi previsti rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale quali l’accordo bonario, (esteso anche alle contestazioni per appalti di servizi e forniture, eliminando il ricorso alla Commissione e prevedendo la conclusione entro 45 giorni), l’arbitrato (prevedendo l’istituzione di una Camera arbitrale), la transazione, il collegio tecnico consultivo (con funzioni di assistenza e non vincolante) e i pareri vincolanti di precontenzioso dell’Anac, il mancato adeguamento della stazione appaltante ai quali, determina la sanzione amministrativa pecuniaria da 250 euro a 25.000 euro a carico del dirigente responsabile.

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300 milioni per innovazione e sostenibilità nelle PMI del Sud

Definiti i criteri di valutazione dei progetti che potranno essere presentati dalle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

02/03/2016 – Il Ministero dello Sviluppo Economico definisce i criteri per l’assegnazione alle imprese dei 300 milioni di euro stanziati per investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare 14722/2015 che spiega come selezionare i programmi di sviluppo finanziabili con le risorse del Programma operativo nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 FESR.

Come funzionano i finanziamenti
Come strumento attuativo del programma sono stati individuati i contratti di sviluppo, introdotti dal DM 9 dicembre 2014 per favorire la realizzazione di investimenti nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.

Successivamente, il DM 29 luglio 2015 ha assegnato 300 milioni di euro a questo strumento agevolativo, da ripartire secondo tre assi di intervento: innovazione, competitività delle PMI ed efficienza energetica.

I requisiti per accedere ai finanziamenti
Nella valutazione delle domande saranno valutate positivamente le soluzioni innovative, ma anche la capacità di industrializzare i risultati di precedenti ricerche, in grado ad esempio di mettere sul mercato materiali innovativi ed eco-compatibili o nuove tecnologie per la bonifica dei siti contaminati.

Grande attenzione sarà riservata ai progetti nel settore dell’efficienza energetica, del turismo e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questo ambito saranno presi in considerazione i nuovi sistemi per la fruizione della cultura e le tecnologie per la gestione e conservazione dei beni culturali, ma anche i sistemi di mobilità intelligente, quelli per garantire la sicurezza dell’ambiente urbano e la prevenzione degli eventi critici.

Per quanto riguarda la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) saranno favoriti i progetti di riposizionamento e capacità di adattamento al mercato. I progetti dovranno inoltre inserirsi in una filiera sovraregionale. Ciò significa che, a prescindere dalla regione in cui saranno attivati, ci dovranno essere ricadute anche all’esterno. Allo stesso tempo, le PMI dovranno migliorare la sostenibilità ambientale dei loro processi produttivi.

Per la valutazione dei programmi di sviluppo si valuteranno inoltre l’affidabilità tecnica ed economica della proposta progettuale, la coerenza industriale e la cantierabilità delle opere. In generale, la previsione di recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate saranno criteri premianti per il punteggio da assegnare ai progetti.

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300 milioni per innovazione e sostenibilità nelle PMI del Sud

Definiti i criteri di valutazione dei progetti che potranno essere presentati dalle imprese di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia

Il Ministero dello Sviluppo Economico definisce i criteri per l’assegnazione alle imprese dei 300 milioni di euro stanziati per investimenti in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la circolare 14722/2015 che spiega come selezionare i programmi di sviluppo finanziabili con le risorse del Programma operativo nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 FESR.

Come funzionano i finanziamenti
Come strumento attuativo del programma sono stati individuati i contratti di sviluppo, introdotti dal DM 9 dicembre 2014 per favorire la realizzazione di investimenti nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.

Successivamente, il DM 29 luglio 2015 ha assegnato 300 milioni di euro a questo strumento agevolativo, da ripartire secondo tre assi di intervento: innovazione, competitività delle PMI ed efficienza energetica.

I requisiti per accedere ai finanziamenti
Nella valutazione delle domande saranno valutate positivamente le soluzioni innovative, ma anche la capacità di industrializzare i risultati di precedenti ricerche, in grado ad esempio di mettere sul mercato materiali innovativi ed eco-compatibili o nuove tecnologie per la bonifica dei siti contaminati.

Grande attenzione sarà riservata ai progetti nel settore dell’efficienza energetica, del turismo e nella valorizzazione del patrimonio culturale. In questo ambito saranno presi in considerazione i nuovi sistemi per la fruizione della cultura e le tecnologie per la gestione e conservazione dei beni culturali, ma anche i sistemi di mobilità intelligente, quelli per garantire la sicurezza dell’ambiente urbano e la prevenzione degli eventi critici.

Per quanto riguarda la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) saranno favoriti i progetti di riposizionamento e capacità di adattamento al mercato. I progetti dovranno inoltre inserirsi in una filiera sovraregionale. Ciò significa che, a prescindere dalla regione in cui saranno attivati, ci dovranno essere ricadute anche all’esterno. Allo stesso tempo, le PMI dovranno migliorare la sostenibilità ambientale dei loro processi produttivi.

Per la valutazione dei programmi di sviluppo si valuteranno inoltre l’affidabilità tecnica ed economica della proposta progettuale, la coerenza industriale e la cantierabilità delle opere. In generale, la previsione di recupero o riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate saranno criteri premianti per il punteggio da assegnare ai progetti.

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