Mese: Dicembre 2015

I negozi sulla strada non possono diventare abitazioni

CdS: cambio di destinazione d’uso vietato se il cortile antistante non crea una separazione dalla via pubblica.

I locali commerciali che si affacciano sulla strada non possono essere trasformati in abitazioni. Lo ha spiegato il Consiglio di Stato con la sentenza 5084/2015.

Nel caso preso in esame, il proprietario di un negozio e del cortile antistante, situati al piano terra di un edificio, aveva richiesto il permesso di costruire per il cambio di destinazione d’uso da commerciale a residenziale.

Il Comune aveva negato l’autorizzazione perché il PUC vietava i cambi di destinazione d’uso dei locali prospicienti su aree pubbliche.

Il proprietario aveva quindi fatto ricorso sostenendo che il cortile, anche se confinante con la strada pubblica, era privato e costituiva una pertinenza del suo locale.

Sia il Tar sia il Consiglio di Stato hanno però bocciato il ricorso spiegando che il cortile non era una corte interna dell’edificio, ma la porzione di stacco tra il fabbricato e la strada pubblica. Rappresentava, secondo i giudici, uno strumento per agevolare l’ingresso del pubblico nel negozio, quindi era a loro avviso gravato da una servitù per l’uso pubblico.

Anche se il negozio si affacciava sul cortile, questo non creava una divisione rispetto alla strada. Si poteva ritenere, hanno concluso i giudici, che il locale si affacciasse direttamente sulla strada pubblica.

Per questi motivi la domanda per il cambio di destinazione d’uso è stata respinta.

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Stabilità 2016: novità per i professionisti

Professionisti con partita Iva: i nuovi minimi
Dal 1° gennaio 2016, i professionisti titolari di Partita iva, con ricavi fino a 30 mila euro, pagheranno un’imposta forfettaria al 15%. Sono previste agevolazioni per i primi cinque anni di attività. In questo periodo l’aliquota dell’imposta sarà ridotta al 5%. Per i professionisti iscritti alla gestione separata Inps, l’aliquota contributiva resterà al 27%. I liberi professionisti saranno inoltre equiparati alle piccole e medie imprese per l’accesso ai fondi strutturali europei FSE, FERS, POR e PON, previsti nella programmazione 2014/2020.

Obbligo di POS per i professionisti, multe da definire
Non avranno l’obbligo di dotarsi del POS i professionisti che dimostrano l’esistenza di una oggettiva impossibilità tecnica. La legge non specifica quali siano questi impedimenti nè risolve il problema delle sanzioni a carico di chi non si adegua pur avendone la possibilità. Le multe per i trasgressori saranno definite con un futuro decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Dal 1° gennaio 2016 diventerà obbligatorio accettare pagamenti elettronici di qualsiasi importo.

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Roger Federer: ´Nel 2016 Nadal può vincere 1 o 2 Slam´

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Roger Federer, impegnato in questi giorni in India per l’IPTL, ha parlato ai giornalisti locali delle sue previsioni e sensazioni per la stagione imminente.

Alla domanda su quale sia la preparazione per il 2016 Federer ha risposto: “Prendo la preparazione a tappe. Ora sono concentrato sull’inizio della stagione, per assicurarmi di essere in forma per l’Australia e per i tornei successivi come Dubai e Indian Wells. Poi mi concentrerò sulla preparazione per la seguente parte di stagione, in modo da essere ben allenato per il Roland Garros, Wimbledon, le Olimpiadi e gli Us Open. Sarà un’estate molto dura per tutti i giocatori”.

A proposito delle Olimpiadi di Rio lo svizzero ha dichiarato: “Ho deciso di giocare il doppio misto con Martina (Hingis) per avere più opportunità di vincere la medaglia. Molti pensano che io sia a caccia dell’oro in singolare perché è uno dei pochi titoli che mi manca, ma io la vedo in modo differente. Per questo motivo giocherò sia il misto sia il doppio maschile assieme a Stan”.

Federer ha poi parlato di uno dei suoi più diretti avversari, Rafael Nadal, che pochi giorni fa lo ha superato facilmente all’IPTL: “Rafa sembra essere di nuovo in gran forma. Sta andando alla grande. Penso che l’anno prossimo (Rafa) sarà molto forte e difficile da battere. Con lui ho giocato una splendida finale a Basilea. Dovrà preparasi bene e giocare altrettanto bene per poter conquistare, forse, uno o due Slam nella prossima stagione”.

Roger ha poi concluso l’intervista rispondendo alla classica domanda sul giocare a tennis alla sua età: “Mi piace giocare. Non mi pesa allenarmi. La mia famiglia viaggia con me ed è questo che rende le cose ancora più interessanti. Vedremo per quanto restano così le cose. Per essere un giocatore forte ho bisogno delle persone giuste al mio fianco, che mi sostengano e mi seguano”.

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Il ‘muro flessibile’ del Politecnico di Milano per le emergenze umanitarie

Un brevetto del Polimi cerca di rispondere alle esigenze di chi deve gestire la fase post-emergenza.
Il Politecnico di Milano ha brevettato un ‘pannello flessibile‘ che può fungere da elemento base per costruire abitazioni pensato per situazioni di emergenza. “Textile Wall” – questo il nome della tecnologia brevettata – si rivolge specificamente al settore umanitario e al campo della riorganizzazione abitativa post-emergenza.

Il sistema è formato da celle composte di lamelle in materiale semirigido e chiusure in membrane tessili. Queste celle possono essere poi riempite con qualsiasi materiale a seconda delle caratteristiche strutturali che gli si vuole conferire.

Il progetto nasce dalla constatazione che gli operatori umanitari preferiscono impiegare i materiali e i metodi processuali locali invece che avvalersi di prodotti importati dall’estero e difficilmente accettati dalle popolazioni locali. Per rispondere a questa necessità, il sistema è riempibile con qualsiasi tipo di materiale reperibile localmente, rendendosi compatibile con le tecniche costruttive tradizionali.

La sua struttura permette la creazione di coperture o pareti della forma desiderata (lineari, curve, multi-curve e angolari) sia per interni che per esterni. Inoltre il trasporto e la spedizione sono agevolati dalla sua struttura impacchettabile a soffietto.

L’idea è nata all’interno del progetto europeo Speedkits: rapid deployable kits as seed for self-recovery, un progetto collaborativo del Settimo programma Quadro che si concluderà il prossimo febbraio e il cui obiettivo è di dare risposta efficace – sia in termini di velocità (speed) che di durata nel tempo (seed) – alle popolazioni colpite da grandi disastri.

Le caratteristiche in sintesi:
• Pannello autoportante in membrane tessili e barre semirigide, senza l’impiego di elementi strutturali aggiuntivi.
• Impacchettabile a soffietto durante il trasporto.
• Fabbricazione mediante combinazione di tecnologie esistenti.
• Componente costruttivo iperleggero.
• Prende forme e dimensioni a seconda delle esigenze.
• Casseforme per riempimenti.

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Laureati in architettura iscritti all’albo ingegneri? Il Cni chiarisce

Il 2 dicembre scorso una delegazione del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha incontrato il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per discutere del tema della formazione e dell’accesso all’Albo degli ingegneri. La delegazione, guidata dal presidente Armando Zambrano, ha presentato in questa occasione un pacchetto di proposte e richieste:

  • il riordino della disciplina in materia di formazione universitaria ed accesso all’Albo degli ingegneri;
  • l’ammissibilità dei laureati in Architettura col vecchio ordinamento a sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e conseguente iscrizione al relativo Albo;
  • l’introduzione di un tirocinio facoltativo per gli ingegneri della durata di 6 mesi;
  • la promozione della stipula delle convenzioni fra Consigli Nazionali e Università per la formazione continua;
  • un intervento sul fatto che i docenti svolgono il ruolo di commissari negli esami di Stato per l’abilitazione professionale
  • un intervento per accelerare la stipula della Convenzione Anvur-Quacing per il riconoscimento delle certificazioni della qualità degli accreditamenti Eur-Ace;
  • la nomina dei “membri aggregati” (che intervengono nelle Commissioni per gli esami di Stato qualora manchino esperti nelle materia che formano oggetto delle singole prove), effettuata direttamente da parte degli Ordini provinciali degli Ingegneri.

Il punto legato all’ammissibilità dei laureati in architettura all’albo degli ingegneri ha suscitato numerose controversie, sulle quali il Consiglio nazionale ingegneri ha sentito la necessità di intervenire in forma di precisazione.

“Apprendiamo con rammarico – ha detto Zambrano – che a causa di interpretazioni errate si corre il rischio di creare frizioni che non hanno motivo di essere all’interno delle professioni italiane. Queste hanno fatto un passo storico costituendo la Rete delle Professioni Tecniche che sta ottenendo risultati straordinari resi possibili anche dagli ottimi rapporti reciproci”.

“Desideriamo precisare che noi ingegneri abbiamo chiesto un incontro al Ministro Giannini perché siamo alle prese con una serie di problematiche specifiche che abbiamo la necessità di risolvere. Una di queste è quella del ciclo di studi quinquennale che noi abbiamo soltanto per l’indirizzo di ingegneria edile-architettura.

Le proposte avanzate al ministro dell’Istruzione, sostanzialmente, vanno lette come la richiesta di un intervento globale sulla formazione universitaria degli ingegneri, attraverso una riorganizzazione dei corsi, anche al fine di evitare la loro proliferazione. Non a caso, tra le altre cose, è stato chiesto di accelerarela stipula della convenzione tra Anvur e Quacing per il riconoscimento delle certificazioni della qualità degli accreditamenti Eur-Ace. Tutti punti sui quali, spiega il Cni, il Ministro Giannini ha manifestato grande attenzione”.

“Quanto alla questione dell’accesso alla professione – precisa Zambrano – non esiste alcuna interferenza con gli architetti. Nel corso del nostro incontro, infatti, abbiamo illustrato al Ministro Giannini la problematica originata dal pronunciamento del Miur del 2012, in forza della quale alcune università ammettono i laureati in architettura all’esame di abilitazione per la professione di ingegneri. La nostra posizione è chiara. I nostri ordini provinciali stanno ricevendo numerose richieste di iscrizione all’Albo da parte di laureati in architettura col vecchio ordinamento e regolarmente le rifiutano. Al Ministro Giannini abbiamo chiesto proprio un intervento finalizzato alla revoca di una circolare sbagliata che consente l’accesso agli esami di Stato di ingegnere agli architetti, mettendo fine a queste richieste di accesso all’Albo degli ingegneri da parte di laureati in architettura. Ripeto, dunque, che non c’è alcuna interferenza nei confronti degli architetti con i quali abbiamo ottimi rapporti e condividiamo battaglie ed iniziative”.

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Lavori edili, la responsabilità decennale dell’impresa vale anche per le manutenzioni

Cassazione: il termine entro cui rivalersi per eventuali difetti è lo stesso che si applica all’impresa che costruisce l’edificio successivi.

Non solo le imprese di costruzione, ma anche quelle che effettuano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sono responsabili per dieci anni degli eventuali difetti. Lo ha spiegato la Corte di Cassazione con la sentenza 22553/2015.

Secondo i giudici, in base all’articolo 1669 del Codice Civile, l’impresa che effettua lavori di modifica di un immobile preesistente, ha le stesse responsabilità del costruttore.

L’articolo 1669 del Codice Civile prevede che, negli edifici o altre cose immobili destinate alla lunga durata, il soggetto che ha realizzato l’opera è responsabile per dieci anni dal compimento nei confronti del committente per gli eventuali difetti di costruzione o per i danni causati.

La Corte ha spiegato che il termine compimento non si riferisce solo all’intero edificio, ma anche alla singola opera realizzata successivamente. Allo stesso modo, per costruzione non si intende la realizzazione ex novo dell’immobile, ma qualunque intervento costruttivo.

Per questi motivi, anche chi effettua lavori di manutenzione o riparazione è responsabile per dieci anni nei confronti del committente se i difetti compromettono la funzionalità di una parte o di tutto l’edificio e se per rimuoverli sono necessari ulteriori lavori di manutenzione.

Nel caso preso in esame dalla Corte, dopo una serie di lavori di manutenzione, che consistevano nel rafforzamento dei solai e delle rampe di scale, erano state riscontrate macchie di umidità nelle pareti esterne e infiltrazioni di acqua piovana nei singoli appartamenti. Si trattava di difetti che compromettevano il normale utilizzo dell’immobile. L’impresa che aveva effettuato i lavori aveva escluso le sue responsabilità sostenendo che aveva eseguito degli interventi su un immobile già realizzato da altri da più di dieci anni.

I giudici hanno invece ricordato che il termine decennale non decorre solo dalla costruzione dell’edificio, ma anche dalla realizzazione delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.

L’impresa ha quindi dovuto provvedere a sue spese alla riparazione dei difetti.

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Diabete guarisce con un grammo di grasso in meno nel pancreas

Esiste un metodo chirurgico per guarire dal diabete in maniera definitiva: per far regredire la malattia è sufficiente rimuovere meno di un grammo di grasso nel pancreas.

Lo rivela una sperimentazione pilota condotta su 27 pazienti all’Università di New Castle, i cui risultati saranno pubblicati sulla rivista Diabetes Care e presentati alla conferenza mondiale “World Diabetes Conference” in corso a Vancouver.

Il diabete di tipo due, o insulino-resistente, è una malattia che sta raggiungendo dimensioni epidemiche nel mondo, specie a causa dell’obesità dilagante. Una cura definitiva oggi non esiste, il paziente deve assumere cronicamente delle terapie per tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue (glicemia).

Gli esperti britannici hanno scoperto che eliminando meno di un grammo di grasso accumulato nel pancreas si può raggiungere la guarigione definitiva.

I medici hanno studiato 27 pazienti obesi, 18 dei quali diabetici, tutti sottoposti a chirurgia bariatrica, intervento (attuabile “riducendo” la superficie intestinale e quindi l’assorbimento dei cibi) indicato per soggetti gravemente obesi che non sono riusciti a dimagrire in altro modo.

Dopo l’intervento tutti i pazienti hanno perso peso e il gruppo di diabetici è guarito anche dalla malattia. Con una speciale risonanza magnetica gli esperti hanno visto che alla guarigione corrisponde sempre una riduzione di circa l’1,2% dei livelli di grasso nel pancreas, pari a qualcosa come meno di un grammo di grasso. A riprova del fatto che la scomparsa del diabete fa seguito alla perdita di grasso pancreatico, i ricercatori hanno constatato che nel pancreas degli obesi non diabetici il volume di grasso restava del tutto invariato prima e dopo l’intervento.

“Indipendentemente dal peso corporeo di partenza e da come si perde peso (seguendo una dieta o con il bisturi) – concludono gli esperti – il fattore critico per guarire dal diabete è semplicemente perdere quel grammo di grasso nel pancreas”.

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Fondazione Inarcassa: ‘i liberi professionisti, da ipotetica casta a nuovi poveri’

Da qualche tempo le istituzioni, centrali e locali, stanno cominciando ad interessarsi del lavoro quotidiano e del futuro dei giovani architetti e ingegneri, con iniziative di sostegno per chi esercita la libera professione.

“Il tema della sopravvivenza professionale dei giovani architetti e ingegneri liberi professionisti è una questione oggi centrale e questo non solo per noi che abbiamo come finalità e compito proprio il ‘benessere’ professionale ma per l’intera società.

In pochi anni il numero dei liberi professionisti nella nostra categoria si è più che raddoppiato e i redditi – colpevole anche la profonda crisi generale e quella specifica del settore edile e infrastrutture – più che dimezzati. Da ipotetica casta ricca e protetta, in un decennio siamo sprofondati tra i “nuovi poveri”.

Scopo precipuo della Fondazione architetti e ingegneri liberi professionisti – braccio operativo sui temi della professione creato da Inarcassa – è proprio quello di migliorare le condizioni professionali dei giovani colleghi quindi. E in quest’ottica, sta operando su più livelli di azione per creare nuove occasioni di lavoro.

A titolo esemplificativo il recente concorso di progettazione per la ricostruzione del ‘Science Centre’ di Città della Scienza a Napoli dove, proprio in virtù di un bando innovativo, per la prima volta in Italia, nell’ambito dei concorsi di progettazione, tre giovanissimi colleghi hanno potuto partecipare, vincere, e immediatamente aggiudicarsi l’importante incarico. Questo a dimostrazione che qualità e sostanza devono prevalere su formalità e burocrazia.

Siamo ben consapevoli che queste occasioni e opportunità, pur molto importanti, non possano essere considerate risolutive quindi, proprio per la portata quantitativa del fenomeno, auspichiamo per il prossimo futuro ulteriori interventi di supporto sistematico e strutturale”.

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