Mese: Agosto 2015

Crisi dell’edilizia: l’Italia è la più colpita dell’UE

Persiste la crisi nel settore edile: a maggio 2015 l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha registrato, rispetto al mese precedente, una diminuzione dello 0,6%; al netto degli effetti di calendario, nella media dei primi 5 mesi dell’anno, è diminuito del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo rileva un recente studio di Confartigianato, aggiungendo che nell’ultimo triennio il mix del calo della domanda, dello spread sui tassi di interesse e del boom della tassazione immobiliare ha colpito il settore delle costruzioni in Italia molto più che nelle altre economie europee.

Nel confronto tra i maggiori Paesi dell’Ue, disponibile per i primi quattro mesi del 2015, Confartigianato evidenzia che l’Italia segna un calo della produzione del 19,2%rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre la Spagna segna un recupero del 29,6%, nel Regno Unito si registra una salita del 6,1% e in Germania una crescita del 3,5%; in controtendenza, con l’Italia, la Francia che registra un calo della produzione del 5,1%.

Nel triennio in esame – prosegue  Confartigianato – l’Italia, che pesa per il 9,9% dell’occupazione del settore nell’Ue a 28, ha determinato la metà (50,7%) del calo dell’occupazione europea: a fronte di 502.300 occupati in meno in tutta l’Ue a 28 tra il 2012 e il 2015, pari ad un calo del 3,4%, nella sola Italia nel periodo sono 254.500 i posti di lavoro persi, pari ad una diminuzione del 15,1%.

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Italcementi diventa ‘tedesca’

Il controllo del gruppo industriale è stato ceduto a Heidelberg per 1,6 miliardi di euro

Il controllo di Italcementi, il gruppo industriale che da sempre fa capo alla famiglia Pesenti è stato ceduto a sorpresa per oltre 1,6 miliardi di euro a Heidelberg per creare il primo gruppo mondiale negli aggregati, il secondo nel cemento e il terzo nel calcestruzzo.

“Un imprenditore sa che l’importante è garantire lo sviluppo futuro dell’attività più che arroccarsi nella continuità del controllo dell’azienda”, commenta Giampiero Pesenti, figlio di Carlo, uno dei sei fratelli fondatori dell’impresa nata all’inizio del secolo nella bergamasca.

L’accordo prevede l’assegnazione ad Italmobiliare, come parte del corrispettivo di acquisto, di una quota del capitale della ‘nuova’ Heidelberg Cement compresa fra il 4% e il 5,3% – tramite aumento di capitale riservato – che corrisponde a un controvalore tra i 560 e 760 milioni. Con questa partecipazione azionaria Italmobiliare – della quale Mediobanca è stata advisor – diverrà il secondo azionista industriale di HeidelbergCement, con un rappresentante all’interno del Consiglio di Sorveglianza.

Successivamente alla chiusura dell’operazione, Heidelberg Cement sarà tenuta ad effettuare un’Offerta Pubblica di Acquisto obbligatoria per cassa sul restante capitale di Italcementi al medesimo prezzo per azione pagato a Italmobiliare che da parte sua, nell’ambito dell’operazione, si impegna ad acquistare da Italcementi le attività nel settore delle energie rinnovabili (Italgen) e nell’ ’eprocurement’ (BravoSolution).

“Oltre a mantenere una forte presenza nel settore dei materiali da costruzione, con la partecipazione in Heidelberg Cement rafforzeremo il portafoglio diinvestimenti industriali che si affiancano alle partecipazioni già detenute nel settore dell’imballaggio alimentare (SirapGema) e in altri comparti diversificati”, afferma la nota della holding che fa capo ai Pesenti al termine del Cda che ha approvato l’operazione con il gruppo tedesco.

L’acquisizione del 45% e quindi del controllo di Italcementi avviene in un settore che poche settimane fa ha visto l’accordo da 41 miliardi tra Holcim e Lafarge. HeidelbergCement lo scorso anno ha registratoricavi per 12,6 miliardi con 44.900 dipendenti in oltre 40 Paesi e capitalizza quasi 14 miliardi alla Borsa di Francoforte mentre Italcementi ‘vale’, secondo le quotazioni di Piazza Affari, circa 2,3 miliardi mentre con questa operazione viene valutata circa 3 miliardi.

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Efficienza energetica degli edifici

Entreranno in vigore il 1° ottobre 2015 APE 2015, metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche e schemi di relazione tecnica di progetto

Attestato di prestazione energetica

Il primo decreto modifica il DM 26 giugno 2009 e introduce le nuove linee guida nazionali per l’Attestazione della Prestazione Energetica degli edifici (APE 2015). Per evitare la frammentazione a livello locale delle regole sulla certificazione energetica degli edifici, il nuovo modello di APE sarà uguale per tutto il territorio nazionale.

Con le nuove linee guida diventerà più facile il confronto tra unità immobiliari e orientare il mercato verso un nuovo concetto di qualità, che prenderà in grande considerazione le prestazioni energetiche.

Le classi energetiche saranno dieci. Dalla A4, la migliore, si passerà via via alla G, la peggiore.

Il certificatore dovrà effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare e  dovrà indicare nell’APE le proposte per migliorare l’efficienza energetica, consigliando ad esempio interventi di ristrutturazione o di riqualificazione energetica ed informando l’interessato sugli incentivi disponibili per realizzarli.

Tra gli allegato al decreto c’è infine uno schema di annuncio di vendita e locazione che uniforma le informazioni sulla qualità energetica degli edifici, e istituisce un database nazionale dei certificati energetici (SIAPE).

Metodologie di calcolo e requisiti minimi delle prestazioni energetiche

Nel secondo decreto sono definite le nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.

Vengono rafforzati gli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, in modo da arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva 2010/31/UE.

Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti saranno confrontati con unedificio di riferimento, identico per geometria, orientamento, ubicazione e destinazione d’uso. Sarà quindi più facile accertare il rispetto dei requisiti minimi.

Schema di relazione tecnica di progetto

Il terzo decreto, infine, introduce degli schemi di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici. Gli schemi sono diversi in base alle diverse tipologie di opere eseguite: nuove costruzioni, ristrutturazioni importanti, riqualificazioni energetiche.

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